Stavolta sono 42 i siti interessati dal fenomeno dell’abbandono illecito di rifiuti individuati dai Carabinieri in provincia di Brindisi.

L’attività di monitoraggio che i militari dell’Arma svolgono periodicamente è rivolta alla tutela del bene collettivo e della sanità pubblica.

Nel mese di marzo i controlli dei Carabinieri del Comando provinciale di Brindisi sono stati quotidiani e hanno individuato nell’intera provincia 42 siti trasformati in discariche abusive dall’inciviltà di chi ha abbandonato ogni tipo di rifiuto calpestando l’ambiente, il paesaggio ma soprattutto i dettami del vivere civile.

«Tali comportamenti, connotati da scarsissimo senso civico,- si legge nella nota del Comando provinciale dei Carabinieri- dequalificano il territorio, riverberandosi pure in maniera indiretta sullo stato di salute anche economico della provincia, danneggiandone inevitabilmente la qualità della vita, l’immagine e nondimeno l’”appetibilità” per tutti quei turisti, anche stranieri, che puntano a voler trascorrere qualche giorno nel territorio provinciale e nazionale. È anche questo, dunque, in linea con le finalità indicate negli artt. 2 e 4 del decreto legislativo 152/2006, che recepisce e attua a sua volta varie stringenti direttive europee, lo spirito con cui i controlli dei carabinieri nella provincia proseguiranno specifico settore».

Chi dovesse essere riconosciuto responsabile dell’abbandono illecito di rifiuti va incontro a sanzioni pecuniarie che possono arrivare a 6.000 euro.

«Per quanto riguarda– continua la nota dei Carabinieri- le discariche incontrollate che si notano lungo gli assi viari, costituite da accumuli di rifiuti collocati all’interno delle piazzole di sosta, dei canali di scolo, sulle complanari e sulle scarpate oggetto di monitoraggio nei vari Comuni, le stazioni carabinieri competenti per territorio provvedono a segnalarne alle autorità competenti la loro presenza.

Ogni amministrazione comunale può imputare all’ente proprietario della strada l’omessa vigilanza, con gli obblighi di rimozione e smaltimento ed il ripristino dello stato dei luoghi. Infatti, vanno in questa direzione le pronunce da parte di alcuni Tar (Campania, Puglia), riguardo la legittimità dei provvedimenti comunali che impongono all’ente gestore, per fini di tutela ambientale, di provvedere alla pulizia dai rifiuti abbandonati sulle strade statali in gestione e al relativo corretto smaltimento.

I Tribunali amministrativi, in sostanza, hanno affermato che in assenza dell’individuazione del responsabile, vada ascritta all’ente gestore a titolo di colpa la mancata adozione delle misure necessarie volte ad evitare il deposito di rifiuti da parte di terzi, non avendo usato l’ordinaria diligenza che prevede un obbligo da parte del gestore di provvedere alla pulizia delle strade e delle loro pertinenze».Novità