I Carabinieri del Comando Provinciale di Brindisi, durante l’attività di monitoraggio ambientale, volta al contrasto dell’abbandono indiscriminato di rifiuti, hanno individuato 23 discariche abusive a cielo aperto e deferito un soggetto per gestione illecita di rifiuti.

Le indagini, condotte durante tutto il mese di ottobre con controlli quotidiani su tutto il territorio provinciale, hanno portato alla rilevazione dei 23 siti interessati dall’abbandono indiscriminato di rifiuti per i quali, come previsto dalla normativa di settore, decreto legislativo 152/2006, sono state interessate le Autorità preposte per le prescritte opere di ripristino e bonifica.

«Tali puntuali interventi, oltre a rendere alla collettività il primario ed essenziale servizio della salubrità pubblica – si legge nella nota diffusa dai Carabinieri – contribuiscono in maniera efficace a restituire al territorio in cui viviamo, e quindi alla popolazione, quella bellezza paesaggistica che, purtroppo, troppo spesso, viene calpestata. Tali comportamenti, connotati da scarsissimo senso civico, dequalificano il territorio, riverberandosi pure in maniera indiretta sullo stato di salute anche economico della provincia, danneggiandone inevitabilmente la qualità della vita, l’immagine e nondimeno l’appetibilità per tutti quei turisti, anche stranieri, che puntano a voler trascorrere qualche giorno nel territorio provinciale e nazionale.

È anche questo, dunque, in linea con le finalità indicate negli artt. 2 e 4 del decreto legislativo 152/2006, che recepisce e attua a sua volta varie stringenti direttive europee, lo spirito con cui i controlli dei Carabinieri nella provincia proseguiranno nello specifico settore. Al riguardo, peraltro, pesanti sono le ripercussioni sanzionatorie per tutti coloro i quali saranno individuati quali trasgressori della specifica normativa a salvaguardia dell’ambiente. In particolare, la specifica condotta è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria fino a 3mila euro, cifra che viene raddoppiata per raggiungere i 6mila euro qualora lo sversamento riguardi rifiuti pericolosi».

Le discariche abusive createsi a ridosso di diversi assi viari, costituite da accumuli di rifiuti collocati all’interno delle piazzole di sosta, dei canali di scolo, sulle complanari e sulle scarpate, sono state oggetto di monitoraggio in tutti i comuni della provincia. Le Stazioni dei Carabinieri dei singoli territori provvedono a segnalare alle autorità competenti la loro presenza. Allo stesso modo, ogni amministrazione comunale può imputare all’ente proprietario della strada l’omessa vigilanza, con gli obblighi di rimozione e smaltimento ed il ripristino dello stato dei luoghi. Infatti, vanno in questa direzione le pronunce da parte di alcuni T.A.R. (Campania, Puglia), riguardo la legittimità dei provvedimenti comunali che impongono all’ente gestore, per fini di tutela ambientale, di provvedere alla pulizia dai rifiuti abbandonati sulle strade statali in gestione e al relativo corretto smaltimento.

I Tribunali amministrativi, in sostanza, hanno affermato che in assenza dell’individuazione del responsabile, vada ascritta all’ente gestore a titolo di colpa la mancata adozione delle misure necessarie volte ad evitare il deposito di rifiuti da parte di terzi, non avendo usato l’ordinaria diligenza che prevede l’obbligo, da parte del gestore, di provvedere alla pulizia delle strade e delle loro pertinenze.

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