A distanza di 24 ore dall’assalto al portavalori della Cosmopol dinanzi all’Ufficio Postale di Casalini, la piccola comunità della Valle d’Itria è ancora scossa dall’accaduto.

Sono stati almeno 12 i colpi di arma da fuoco partiti da un “Ak 47 – Kalashnikov” per mettere in atto la rapina che ha fruttato ai banditi un bottino di poco più di 31mila euro.

Al momento della rapina, nella piazza che ospita la filiale di Poste Italiane transitavano parecchie persone, compresa anche una bambina. Ancora sotto shock le due guardie giurate che erano a bordo del portavalori.

 

Il Fiat Doblò al bordo del quale erano i rapinatori è stato trovato ieri insieme alle armi nelle campagne di Ostuni, in contrada Porcara, sulla strada dei Colli. L’auto, che è risultata essere stata rubata a Locorotondo qualche settimana fa, e le armi erano state abbandonate in una stradina sterrata di campagna.

I carabinieri, su indicazioni fornite dall’elicottero dell’Arma che si è alzato in volo subito dopo la rapina, hanno seguito le orme degli pneumatici su di un tratturo sterrato.

Il Doblò si è presentato agli uomini dell’Arma con il motore ancora caldo; l’immediata ispezione dei luoghi del ritrovamento ha consentito di individuare, all’interno di uno zainetto nascosto nella vegetazione circostante, alcune armi e a poca distanza, occultata in un cespuglio, una busta contenente 355 chiodi a “quattro punte” e due giubbotti antiproiettile.

Le armi rinvenute, sottoposte a sequestro, sono: il kalashnikov, la mitragliatrice Skorpion, un fucile calibro 12 con 11 cartucce del medesimo calibro e un cinturone operativo con una pistola Beretta 98 FS, con caricatore con 13 proiettili. Il cinturone e la Beretta erano stati sottratti all’operatore di vigilanza.

Tutte le armi dei rapinatori si presentano con matricola abrasa.

Il tempestivo sopralluogo da parte personale tecnico della Sezione Investigazioni Scientifiche del Reparto Operativo di Bari, coadiuvato dagli operatori del Nucleo Investigativo di Brindisi e della Sezione Operativa di Fasano, ha permesso di rilevare materiale biologico fondamentale, tra cui alcune tracce ematiche, che saranno fondamentali al fine dell’identificazione degli autori dell’assalto al portavalori.

Le attività investigative saranno volte a esaminare inoltre i 20 bossoli dei proiettili esplosi, al fine di verificare se le armi sequestrate siano state utilizzate nel compiere altri eventi criminosi.

Il materiale sequestrato sarà inviato al Raggruppamento Investigazioni Scientifiche di Roma per essere opportunamente analizzato.Novità