Con l’accusa di atti persecutori e lesioni aggravate ai danni della sua ex compagna, a un ventitreenne ostunese è stata notificata ieri un’Ordinanza di applicazione di misura coercitiva personale.

L’uomo è stato raggiunto specificatamente da una Ordinanza di Divieto di Avvicinamento con contestuale obbligo di mantenersi a non meno di 300 metri di distanza dalla sua ex e dai luoghi abitualmente frequentati dalla donna. La misura coercitiva rimane valida anche nell’ipotesi – come appositamente specificato dal GIP nell’Ordinanza- di “incontro occasionale”.

Il provvedimento restrittivo è stato firmato dal Giudice per le Indagini Preliminari che ha, pertanto, accolto le risultanze delle indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Brindisi e condotte dal personale del Commissariato di Polizia della Città Bianca.

Nel corso dell’attività investigativa, seguita alla denuncia della vittima subito dopo l’interruzione della relazione sentimentale con l’indagato, si è appurato che le violenze, sia fisiche sia psicologiche, nonché le persecuzioni, si sono protratte per diverso tempo, sino ad instaurare nella donna un intollerabile regime di vita.

In uno degli episodi raccontati dalla vittima, la donna ha dovuto far ricorso alle cure mediche con una prognosi di 10 giorni.

Il provvedimento emesso a carico dell’uomo, che scaturisce dalla immediata attivazione dell’Autorità giudiziaria, ha permesso di interrompere un’escalation di violenza. La donna ha trovato dunque la forza di chiedere aiuto alla Polizia di Stato che l’ha accolta, mettendo al suo “servizio” la professionalità e l’umanità necessaria nell’affrontare casi che riguardano la violenza di genere.

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