spot_imgspot_imgspot_img
8.9 C
Ostuni
Aprile 13 2024

Biblioteca Comunale di Ostuni: presentata l’antica pergamena risalente al 1579

E' stata spiegata nel corso di un convegno la storia della pargamena rinvenuta nel corso dei lavori di restauro e catalogazione del Fondo librario antico della Biblioteca ostunese

- Advertisement -

Nell’ottobre del 2017 è iniziato il lavoro di catalogazione e restauro su 241 volumi facenti parte delle oltre tremila opere appartenenti al Fondo librario antico della Biblioteca Comunale di Ostuni. I risultati della preziosa attività, terminati ad aprile, sono stati resi noti nel corso di una conferenza stampa, nel corso della quale la direttrice della Biblioteca, Francesca Garziano, ha svelato la presenza, spuntata all’interno del Fondo librario, di un’antica pergamena risalente al lontano 1579.

Il prezioso documento è stato poi presentato ufficialmente nel corso del convegno “I Tesori della Biblioteca F. Trinchera senior”, tenutosi lunedì 23 aprile, dedicato a spiegare proprio la storia della pergamena.
Al convegno hanno preso parte Gianfranco Coppola, sindaco di Ostuni, l’assessore Antonella Palmisano e il dirigente comunale Giovanni Quartulli.

 

L’antico documento fungeva da copertina a un libro dell’800, inserito nei 241 volumi catalogati e restaurati di recente,

«La pergamena inedita rinvenuta nel Fondo Antico della Biblioteca di Ostuni- ha spiegato la direttrice Francesca Garzianocontiene una transazione creditizia datata Lecce 1579. Il negozio giuridico rientra nella categoria dei cosiddetti ‘asientos’, ovvero dei mutui, o meglio dei rimborsi rateizzati. Giacomo Antonio Granafei di Brindisi, a fronte di una situazione debitoria, vende ai Riglietta di Lecce le rendite che ricavava da una sua masseria sita nel territorio di Mesagne, nel vicinato di San Cosmo.

Le rendite acquistate dai Riglietta ammontano a 730 ducati – continua la direttrice Garziano – che verranno versati dal Granafei in tre rate quadrimestrali. Inoltre, l’acquisizione delle rendite avviene a fronte di una vendita concreta: i Riglietta versano 100 ducati in contanti a Giacomo Antonio Granafei, che servono a trasformare il negozio giuridico in una vendita di censi eludendo così il rischio di incorrere nell’accusa di usura. Se si fosse riferito esplicitamente circa il mutuo, la rateizzazione e gli interessi, il negozio giuridico, stando alle disposizioni del tempo, sarebbe stato considerato illecito.

Il documento, nonostante i tentativi di configurarlo come una vendita di censi, contiene tutti gli elementi distintivi dell’asientos, ovvero del mutuo con ipoteca. Si pensi che il debitore Granafei è costretto a versare 9 ducati annui per poter detenere l’usufrutto della sua masseria, concedendo ai Riglietta le rendite ma non la proprietà materiale del bene, questo canone di locazione, questo censo costituisce a tutti gli effetti il tasso di interesse sul credito. Altro elemento significativo è il 9 per cento sulla vendita, spettante ad Antonio Albricci, marchese di Salice e Mesagne. Questo dato conferma la posizione debitoria di Mesagne nei confronti della città di Lecce – conclude la Garziano – i cui interessi sono debitamente rappresentati dall’Albricci e dalla percentuale imposta sulla transazione creditizia».

Ricevi tutte le ultime notizie

Prova il nuovo canale Telegram gratuito di Ostuni News

- Advertisment -
- Advertisment -spot_img