Sono stati resi noti durante una conferenza stampa tenutasi lo scorso martedì 15 ottobre presso la sede del Comando Legione Carabinieri Puglia, i dati relativi all’attività di contrasto al caporalato condotta su tutto il territorio regionale. Quello che emerge dal report stilato dai militari, restituisce una fotografia impietosa delle condizioni lavorative di tantissimi braccianti agricoli, pastori e stallieri letteralmente schiavizzati e costretti a vivere in condizioni disumane.

A partire da gennaio di quest’anno, i Carabinieri hanno arrestato 51 imprenditori per sfruttamento, di cui 41 solamente tra i mesi di giugno e agosto e denunciato a piede libero 211 persone. Complessivamente, dalla Capitanata al Salento, sono stati individuati 264 lavoratori sfruttati, di cui 109 sono immigrati.

La maggiore concentrazione di casi si registra in provincia di Taranto con 33 arresti e 40 denunce. Seguono le provincie di Bari e BAT dove sono stati effettuati 9 arresti e 55 denunce; Brindisi con 4 arresti e 46 indagati; Lecce con 3 arresti e 31 denunce; e infine Foggia con 2 arresti e 39 indagati a piede libero.

In totale sono stati controllati 961 operai, di cui 494 stranieri; 338 invece le sanzioni comminate, per un importo complessivo di 3.8 milioni di euro.

Attraverso le testimonianze rese dai lavoratori sfruttati in aziende agricole, ma anche nel settore della manifattura e della pastorizia, i Carabinieri hanno riscontrato condizioni di vita e d’impiego disumane, in cui versano soprattutto gli stranieri, obbligati a lavorare per mantenere le famiglie nei Paesi di provenienza.

Lavoratori costretti a dormire in tuguri malsani, o assieme agli animali, servendosi della loro stessa acqua per bere e mangiare; facendo a meno dei servizi igienici e accettando paghe indecenti, arrivate anche a 70 centesimi l’ora, nelle campagne di Poggiorsini. Alcuni operai, stando a quanto emerso dalle indagini, non godevano di un giorno di riposo da anni e persino le pause pranzo venivano detratte dalle paghe già misere.

«Le Task Force costituite a livello provinciale – spiega il comandante della Legione Carabinieri Puglia, Alfonso Manzosono composte da carabinieri dell’organizzazione territoriale della Legione Puglia e da carabinieri dell’Ispettorato del lavoro. Abbiamo unito le tecniche tradizionali con la stretta conoscenza materia, conseguendo risultati che solitamente si ottengono in tre o quattro anni.

La legge contro il caporalato entrata in vigore nel novembre 2016, dunque, funziona molto bene – conclude il comandante Manzo – questo grazie soprattutto all’eccellente lavoro svolto dai carabinieri, che hanno finalmente gli strumenti per intervenire. Mi auguro che questo risultato sia da monito per tutti coloro che operano nell’illegalità».

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