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Aprile 19 2026

Caso Calvario a Ostuni, l’assessore Angelo Brescia replica alle polemiche

L’assessore ai lavori pubblici Angelo Brescia risponde alle critiche dopo l’ordine della Soprintendenza sullo smontaggio delle tele

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Tiene banco a Ostuni il caso legato al recente intervento di recupero del Calvario, dopo la decisione della Soprintendenza di ordinare lo smontaggio delle tele installate. Una vicenda che ha acceso il dibattito politico locale, con l’attacco delle forze politiche di centrodestra.

In risposta alle accuse mosse dall’opposizione, è intervenuto l’assessore ai lavori pubblici Angelo Brescia, che via social ha voluto chiarire la posizione dell’ente.

La vicenda nasce dall’installazione temporanea di alcune tele presso il Calvario, intervento che ha portato all’attenzione della Soprintendenza, la quale ha disposto la rimozione delle strutture. Un passaggio che ha alimentato lo scontro politico, con accuse e controaccuse sulla gestione del bene.

Secondo quanto emerso, si tratterebbe di un disguido tecnico già in fase di risoluzione, senza modifiche permanenti allo stato dei luoghi.

Scrive l’assessore Angelo Brescia: “C’è un limite oltre il quale la polemica smette di essere confronto e diventa solo rumore sterile e cattiveria .

E leggere certe dichiarazioni da parte di chi ha lasciato questa città nell’immobilismo più totale non può che lasciare amarezza.

Ancora di più quando, mentre si fronteggiano emergenze reali come i nubifragi, c’è chi resta fermo ad aspettare un errore per attaccare e sminuire il lavoro di chi ogni giorno si assume responsabilità vere.

Sul Calvario: abbiamo recuperato un bene che stava andando perduto. Le osservazioni riguardano un disguido tecnico nell’applicazione temporanea delle tele, già in fase di risoluzione che non ha assolutamente modificato lo stato dei luoghi perché amovibili e che come ordinato dalla Soprintendenza saranno tolte.

La stessa Soprintendenza ha riconosciuto la qualità del lavoro svolto. Io ogni giorno ci metto impegno, presenza e responsabilità. Non è facile gestire emergenze, prendere decisioni e andare avanti sotto il peso continuo delle critiche, soprattutto quando arrivano da chi non ha mai costruito nulla. Ma il lavoro non si ferma.

E mentre qualcuno parla, i cittadini guardano. Osservano, valutano, capiscono dove sta il lavoro vero, l’impegno concreto, la presenza costante. Per questo, oggi più che mai, lascio che siano loro a decidere. Saranno i cittadini, con i fatti sotto gli occhi, a rispondere a certe cattiverie. Ed è solo al loro giudizio che mi affido”.

 

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