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Ostuni
Giugno 2 2020

Concluso il monitoraggio dei nidi di Fratino su litorale ostunese

Fino ad ora sono stati censiti 6 nidi nel solo comune di Ostuni. Pinna: «La presenza di questo raro e delicato uccello è sicuramente un dato importante che conferma l’elevato valore naturalistico della costa»

Lungo la costa di Ostuni, si è concluso in questi giorni il primo monitoraggio dei nidi di Fratino, piccolo uccello marino che ha la particolarità di deporre sempre tre uova a terra, sulla sabbia o sulla costa rocciosa.

Fino ad ora sono stati censiti 6 nidi nel solo comune di Ostuni. Un numero ragguardevole tenendo conto che sono state avvistate altre coppie che potrebbero deporre nei prossimi giorni. Due nidi su sei hanno avuto bisogno dell’intervento necessario per la messa in sicurezza attraverso una recinzione dell’area intorno e l’utilizzo di cartelli.

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L’attività è portata avanti da Enzo Suma, esperto in naturalistica, che da diversi anni segue la nidificazione di uno degli uccelli più a rischio estinzione in Italia.

Negli ultimi anni il numero dei nidi in Italia è infatti diminuito drasticamente, come anche il numero di pulcini che riescono a raggiungere l’età dell’involo. Ad oggi perciò, si tratta di una specie da strappare all’estinzione.

Lo scorso 29 aprile, il sindaco della Città bianca Guglielmo Cavallo ha autorizzato l’attività di censimento dei nidi presenti ad Ostuni, operazione mirata a valutare eventuali misure di tutela. Avviata da Enzo Suma, questo tipo di azione è necessaria anche per poter svolgere correttamente la pulizia delle spiagge, evitando che vengano distruggano i nidi.

«Fortunatamente la maggior parte dei nidi della costa ostunese sono in aree di costa rocciosa – riferisce il sindaco Cavallo – ma ve ne sono anche in spiaggia e quindi particolarmente a rischio se non vengono scoperti prima di una eventuale pulizia con mezzi meccanici»

La nidificazione di questo splendido e delicato uccello ha avuto inizio a metà marzo. «Se qualcosa dovesse andare storto con la prima cova potranno riprovarci una seconda volta fino a luglio – spiega SumaL’anno scorso le ultime uova sono state deposte ai primi di luglio e la schiusa è avvenuta il 29 luglio. In quel caso non furono sufficienti le normali misure di protezione del nido ma venne organizzato un vero e proprio presidio di volontari insieme agli agenti dell’Arif per tutta la covata, che dura mediamente 24 giorni. Solo dopo un mese e mezzo i piccoli hanno iniziato a compiere i primi voli, ma già dopo il primo giorno di nascita i piccoli pulcini sono autosufficienti e seguono il genitore allontanandosi anche parecchio dal nido».

In questa fase è bene, in alcuni casi, segnalarne la presenza per non calpestarne le uova ma anche per non avvicinarsi con il proprio cane. «Effettivamente quando le uova si schiuderanno il principale problema per i piccoli pulcini saranno proprio i cani, anche al guinzaglio – prosegue Suma – Un pulcino spaventato rimane immobile sperando di sopravvivere grazie ai suoi colori mimetici, diventando così una preda facile anche del cane più pigro. Inoltre, ben tre nidi sono presenti nell’area del Parco delle Dune Costiere, due dei quali hanno già visto la nascita dei pulcini. Gli altri tre nidi si trovano nelle aree costiere più naturali del territorio di Ostuni».

«La presenza di questo raro e delicato uccello è sicuramente un dato importante che conferma l’elevato valore naturalistico della costa ostunese, tenendo conto che si tratta anche di un indicatore dello stato di salute dell’ambiente – aggiunge l’assessore all’ambiente, Paolo Pinna –  Dopo il conseguimento della 26esima Bandiera Blu, la presenza di un uccello a rischio di estinzione, premia i nostri sforzi come Amministrazione attenta a tutte le tematiche ambientali. Con la collaborazione di persone come Enzo Suma noi vogliamo garantire ai nostri figli un Ambiente sano e quella biodiversità che è fonte di ricchezza per il nostro territorio».

Nelle prossime settimane ci sarà un altro censimento, mirato a valutare la presenza di nuovi nidi. Per il futuro occorrerà necessariamente programmare delle azioni di tutela a lungo termine. Occorrerà ad esempio rendere più naturali e meno disturbate le spiagge dove nidifica, migliorando lo stato anche delle altre affinché questi uccelli possano tornare a nidificare in tranquillità sempre più numerosi. Inoltre prima degli interventi di pulizia primaverile delle spiagge, occorrerebbe anche in futuro prevedere un’azione di monitoraggio e censimento dei nidi presenti e, inoltre, regolamentare le aree di nidificazione con un divieto assoluto di accesso ai cani.

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