Il giudice per le indagini preliminari Maurizio Saso ha disposto nella giornata di ieri, lunedì 13 gennaio, la scarcerazione di Francesco Semerano, ritenuto responsabile involontario della morte di sua moglie, Giovanna De Pasquale. Dopo tre giorni in carcere a Brindisi, Francesco Semerano, affiancato dal legale Antonio Napoli, è stato ascoltato dal gip durante un lungo interrogatorio in cui ha raccontato nuovamente i fatti accaduti nella sera di giovedì 10 gennaio all’interno della sua abitazione in contrada Malandrino.

Interrotto dalla commozione, l’imprenditore ostunese ha spiegato i dettagli del drammatico incidente. Negli attimi che hanno preceduto la tragedia, Semerano racconta che era intento a mostrare la sua pistola ai commensali, una decina di persone tra amici e parenti, di cui tre minori, incluso uno dei quattro figli dei coniugi. Mentre maneggiava la sua pistola, una calibro 9 detenuta legalmente, da cui aveva precedentemente estratto il caricatore per motivi di sicurezza, un unico colpo rimasto in canna sarebbe esploso in direzione di sua moglie, ferendola a un braccio e colpendola a morte all’addome. Lo stesso Semerano, rimasto ferito alla mano sinistra a causa dell’esplosione inaspettata del proiettile e in stato di shock, è stato tempestivamente affidato alle cure mediche dell’ospedale di Ostuni.

Avendo confermato una dinamica dei fatti già ricostruita dagli agenti del commissariato di Polizia locale, il gip ha ritenuto opportuno convalidare l’arresto e contestualmente, ritenendo non necessarie ulteriori misure cautelari, ha disposto la scarcerazione di Semerano. Restano a suo carico le accuse di omicidio colposo, inosservanza delle prescrizioni derivanti dalla custodia e diligenza della pistola legalmente detenuta e dell’illecita detenzione di 48 cartucce calibro 38, trovate durante la perquisizione in camera da letto, riconducibili a un’arma diversa da quella detenuta legittimamente.

Si attende adesso il referto dell’esame autoptico, non ancora stabilito, l’unico elemento in grado di confermare effettivamente le ricostruzioni  fatte dagli investigatori in base ai racconti dell’indagato e dei testimoni.

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