La sezione provinciale e locale Fenailp – Federazione Nazionale di rappresentanza di imprenditori e professionisti operanti in tutti i settori della Micro, Piccola e Media Impresa, rappresentata dall’ostunese Cosimo Lubes invita l’amministrazione comunale a mettere in atto una campagna di educazione e sensibilizzazione ambientale in merito all’ordinanza n.221/2019 che rende Ostuni un Comune Plastic Free.

Con la messa al bando degli oggetti monouso realizzati in plastica a partire dal 2021, tutti gli esercenti avrebbero bisogno di comprendere come operare per non incorrere in sanzioni più o meno onerose.

Cosimo Lubes nello specifico contesta l’atteggiamento dei Vigili Urbani di Ostuni che, a seguito di detta ordinanza, stanno intimorendo tutti i gestori delle attività commerciali che fanno uso di plastica monouso minacciando multe e sanzioni.

«In attesa del 2021 – si legge nella nota stampa diffusa da Lubesquando il Plastic Free diventerà operativo, l’amministrazione comunale invece di sanzionare senza giustificato motivo, farebbe bene ad attivarsi per avviare una campagna di sensibilizzazione e di educazione ambientale con il fine di iniziare a ridurre gradatamente l’uso della plastica monouso, anche perché la normativa in questione non è ancora del tutto chiara.

 L’Italia è il maggior produttore europeo di stoviglie, piatti, bicchieri, posate di plastica, con 1 miliardo di fatturato per circa 30 aziende e 3mila addetti diretti. Detto questo, molti Comuni e molte istituzioni vogliono fregiarsi della medaglia Plastic Free e cominciano a comparire ordinanze che vietano la vendita di prodotti di plastica consentiti da tutte le leggi del mondo.

 Perfino la Sicilia, una delle regioni più disgraziate e arretrate sul fronte dei rifiuti, sta studiando una normativa per potersi definire prima Regione Plastic Free, peccando probabilmente di un eccesso di presunzione. Alla lista si aggiunge anche Ostuni, secondo comune Plastic Free di Puglia.

 La misura riguarda esercenti e cittadini. I commercianti potranno distribuire esclusivamente posate, piatti, bicchieri, sacchetti monouso in materiale biodegradabile e compostabile, mentre residenti e visitatori si dovranno dotare di sacchetti monouso per la spesa, in carta, tessuto, o altro materiale biodegradabile e compostabile. Le sanzioni previste per chi non dovesse rispettare l’ordinanza, variano da 25 a 500 euro.

 Con ogni probabilità, molte di queste ordinanze fuori standard impatteranno su ricorsi ai TAR e su richieste di risarcimento, per esempio nel caso dei negozianti o dei dispositivi di distribuzione automatica di bevande. Infatti, il TAR della Puglia ha sospeso con effetto immediato l’ordinanza regionale che prevedeva il divieto di impiego di contenitori di plastica per alimenti, tra cui le bottiglie in PET, bicchieri e altri articoli monouso. Per il tribunale amministrativo l’applicazione della nuova Direttiva UE sulle plastiche monouso (approvata nel marzo scorso dall’Europarlamento) spetta allo Stato e non agli Enti Locali.

 Il TAR Puglia ha accolto il ricorso promosso dalle associazioni dei produttori di acque minerali e di sorgente (Mineracqua), dei produttori di bevande analcoliche (Assobibe), dei distributori specializzati nella distribuzione Food&Beverage nel canale Horeca (Italgrob) e della distribuzione automatica (Confida).

 Accogliendo il ricorso cautelare, con udienza per discutere del merito della questione fissata per il 19 febbraio 2020, il TAR ha dato ragione alle associazioni ritenendo il “limite di competenza legislativa sull’implementazione della nuova Direttiva UE sulle plastiche monouso”, i “riflessi sulla concorrenza” e le “restrizioni al mercato”. La direttiva prevede dal 2021 lo stop alla vendita di una serie di prodotti in plastica usa e getta: posate, piatti, cotton fioc, cannucce, mescolatori per bevande, aste dei palloncini.

Le associazioni di categoria, come Fenailp – conclude Lubesaccolgono con favore questo provvedimento e ricordano con preoccupazione gli inutili gravi danni alle imprese e ai loro occupati in un momento delicato.

Pertanto i Comuni nel frattempo potrebbero adoperarsi per l’avvio di campagne di sensibilizzazione volte a ridurre l’uso della plastica monouso, senza il bisogno di ricorrere a eventuali minacce o applicazione di multe che per il momento del resto sono considerabili illegali».

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