Un gatto bianco a macchie nere, con la testa incastrata in una bottiglia di plastica, si aggira a Ostuni da diversi giorni. Vittima indifesa di un gioco macabro, il povero gatto, presumibilmente randagio, è stato avvistato tra venerdì 11 e lunedì 14 ottobre da più cittadini.

La zona che i volontari animalisti ostunesi stanno battendo in queste ore si trova tra viale Caduti di Nassirya e la strada provinciale per Martina Franca. Gli avvistamenti infatti sono avvenuti all’interno del parcheggio di un ipermercato, nella campagna di un privato, nei pressi della Caserma dei Carabinieri.

In appena tre mesi, dopo Roma e Verona, anche nella Città bianca un gatto rischia di morire a causa del crudele divertimento di qualcuno. Se i due casi precedenti si sono conclusi con un lieto fine, a Ostuni purtroppo le speranze che il gatto si salvi diventano sempre meno.

Stando a quanto comunicano i volontari, il gatto sarebbe in queste condizioni da circa quindici giorni, senza poter mangiare, o bere. Ma le associazioni animaliste non si perdono d’animo e continuano a cercarlo, nell’intento di porre finalmente fine alla sua lunga e assurda sofferenza.

«L’ultima volta il gatto è stato visto sul muretto a secco che perimetra il parcheggio dell’IperSimply – spiegano i volontari nella loro segnalazione – dietro cui si estende una pineta e dei terreni molto vasti e incolti che i volontari animalisti di Ostuni, Carovigno e Cellino San Marco hanno battuto centimetro per centimetro al fine di trovare la povera bestia, purtroppo invano. Altri avvistamenti si sono registrati precedentemente sulla Strada Provinciale per Martina Franca e nel giardino di un’abitazione. Dunque, l’invito che facciamo a chi abita o ha attività in questa zona è di tenere gli occhi bene aperti. Chiunque avvisti il gatto in difficoltà è pregato di chiamare tempestivamente i volontari ai numeri: 392 700 91 52 e 349 531 51 04. Aiutateci ad aiutarlo».

Le associazioni consigliavano di non pubblicare la foto del gatto vittima dell’orribile tortura, evitando il più possibile di indurre qualsiasi folle tentativo di emulazione. Nonostante questa posizione sia assolutamente condivisibile, decidiamo comunque di diffondere l’unica foto che circola su Facebook del gatto, affinché chiunque legga abbia la possibilità di riflettere sulla disumanità di un gesto riprovevole, compiuto da uno o più membri della propria comunità.

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