Michele Emiliano in visita al "Camberlingo" di Francavilla Fontana

Alla presenza di Michele Emiliano, nella doppia veste di presidente della Regione Puglia e di assessore alla Sanità, ieri mattina sono stati inaugurati i nuovi cinque piani del ‘Blocco principale’ dell’ospedale “Dario Camberlingo” di Francavilla Fontana, dopo quasi nove anni di lavori.

«La nostra Giunta – ha affermato Emilianoè riuscita a realizzare in tre anni e mezzo più di quanto è stato fatto negli ultimi 20 anni. Tutto questo, come nel caso dell’ospedale di Francavilla Fontana, è possibile solo grazie alla sinergia con le Asl. Le cose più importanti che stiamo realizzando sono frutto di un lungo lavoro e sono legate al piano di riordino ospedaliero. Questo strumento ha consentito di concentrare le risorse sugli ospedali che hanno una importanza cruciale per i territori, evitando di sparpagliare gli investimenti in un’ottica meramente clientelare. Inoltre, attraverso il piano di riordino abbiamo rimesso in regola i bilanci riuscendo a far ripartire le assunzioni nella sanità e a stabilizzare i precari».

A fronte dell’inaugurazione del “Camberlingo” di Francavilla, l’ospedale civile di Ostuni si trova invece ad affrontare una situazione paradossale, con una nuova piastra ancora in costruzione- costata finora milioni di euro di soldi pubblici- e lo spettro della chiusura evocata da più di qualcuni.

Qualche giorno fa, una nota del consigliere regionale Perrini indirizzata ad Emiliano, che paventava la chiusura dell’ospedale di Ostuni metteva l’accento su quanto potrebbe essere disastroso per tutta la Valle d’Itria perdere il nosocomio della Città Bianca, punto di riferimento di un ampio territorio che, essendo turistico, l’estate conta un enorme bacino di utenza.

I disagi dovuti all’assenza di personale medico, che hanno interessato nelle scorse settimane nel nosocomio della Città Bianca il reparto di Cardiologia, stanno interessando anche altri reparti, come ad esempio Ortopedia, sempre alle prese con il problema della mancanza di medici.

Intanto dal 1° febbraio nell’ex ospedale Melli” di San Pietro Vernotico sono stati attivati 40 posti letto di lungodegenza (20 nuovi posti letto in aggiunta ai 20 già esistenti), che invece sarebbero dovuti essere destinati all’ospedale di Ostuni e al “Perrino” di Brindisi. Considerato che attualmente la due strutture ospedaliere non hanno spazio, la Asl brindisina ha ottenuto dalla Regione il permesso di dirottare i 20 posti di lungodegenza a San Pietro Vernotico. I servizi erogati saranno direttamente collegati al Reparto di Medicina Interna del “Perrino” di Brindisi, diretto dal 16 gennaio scorso dal dottor Pietro Gatti.

Sulla carta, come confermato dal direttore generale della Asl di Brindisi, Giuseppe Pasqualone, l’assegnazione degli altri 20 posti letto di lungodegenza al “Melli” sono provvisori e dovranno essere spostati quando saranno ultimati i lavori di ampliamento della nuova piastra dell’ospedale di Ostuni e del nuovo Pronto Soccorso del “Perrino”.

Intanto, nonostante le rassicurazioni dello stesso Pasqualone, che aveva parlato di un finanziamento in arrivo di otto milioni di euro per terminare la nuova piastra dell’ospedale di Ostuni e della ripresa dei lavori nel gennaio 2019, tutto tace.Novità