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Ostuni
4 Aprile 2020

La Guardia di Finanza rende onore al ricordo di Alberto De Falco e di Antonio Sottile

La commemorazione è iniziata con la deposizione della corona d’alloro presso il monumento eretto sul luogo dell’incidente ed è proseguita con la celebrazione di una messa celebrata da Mons. Domenico Caliandro

La Guardia di Finanza pugliese rende onore al ricordo del vice brigadiere Alberto De Falco e del finanziere scelto Antonio Sottile. Ricorre oggi il ventennale della tragica scomparsa dei due militari insigniti della medaglia d’oro al valor civile, che persero la vita in contrada Jaddico, a poca distanza dall’omonimo santuario, dove rimasero coinvolti in un violento incidente stradale.

La commemorazione, tenutasi nella mattinata di oggi, giovedì 20 febbraio, è iniziata con la deposizione della corona d’alloro presso il monumento eretto sul luogo dell’incidente ed è proseguita con la celebrazione di una messa in suffragio officiata dall’arcivescovo della diocesi Brindisi – Ostuni, Mons. Domenico Caliandro presso il Santuario di Santa Maria Madre della Chiesa.

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Ai due momenti del cerimoniale hanno preso parte il Comandante Regionale della Puglia, il Generale Francesco Mattana e il Comandante Provinciale di Brindisi, il Colonnello Nicola Bia, i parenti e gli amici dei caduti, le autorità, civili, militari e religiose locali.

De Falco e Sottile, in servizio presso la Compagnia Pronto Impiego di Brindisi, nella notte del 23 febbraio 2000, mentre tentavano di intercettare un’autocolonna contrabbandiera, morirono sul colpo a causa del violento impatto.

Quella sera a bordo dell’auto c’erano altri due militari che nonostante le gravi ferite riportate, riuscirono a sopravvivere. All’indomani del decesso delle due giovani fiamme gialle, l’autorità di governo diede inizio in Puglia alla più imponente attività di contrasto al contrabbando di sigarette, denominata Operazione Primavera, inviando circa 2mila uomini appartenenti a tutte le forze dell’ordine.

Il piano straordinario, protratto fino al 30 giugno 2000, aveva come finalità il controllo delle zone di sbarco e delle direttrici seguite dai contrabbandieri, l’identificazione degli appartenenti ai gruppi criminali e dei nascondigli dei mezzi usati per il trasporto del TLE. In pochi mesi, furono arrestati oltre 500 responsabili e sequestrati circa 50 mezzi blindati.

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