Trovato in Toscana un focolaio di Xylella, ma non sono state colpite nè viti nè olivi

«Un focolaio di Xylella fastidiosa diverso da quello della Puglia è stato rinvenuto nel Comune di Monte Argentario». Questa la notizia diffusa ieri attraverso un comunicato stampa del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, per dare l’annuncio del rinvenimento del batterio della Xylella fastidiosa anche in Toscana. Per la prima volta in Italia si parla quindi di Xylella al di fuori del perimetro della Puglia.

Le piante risultate positive al batterio della Xylella, a sottospecie multiplex, ossia diverso da quello che colpisce gli olivi pugliesi, sono arbusti e piante ornamentali. Si trovano tutte nella zona dell’Argentario, a metà strada tra il centro abitato di Porto Santo Stefano e la laguna di Orbetello, e si tratta nello specifico di: tre ginestre, unidici piante di mirtifoglio, tre mandorli, due calicotome, un rosmarino, una lavanda, un cisto e un eleagno (arbusto molto usato per costruire siepi).

Al momento nessuna pianta di olivo o di vite è risultata positiva al batterio. Il Servizio Fitosanitario Regionale della Toscana, che ha eseguito oltre mille rilievi, rassicura gli olivicoltori e i viticoltori toscani. Tra le prime ipotesi formulate su come la Xylella sia potuta arrivare in Toscana, quella di una pianta infetta arrivata probabilmente dall’estero, per esempio dalla Corsica- dove ci sono stati molti casi accertati di Xylella multiplex-, e inserita nell’habitat dell’Argentario.

«In seguito alla scoperta nell’area di Monte Argentario– recita una nota della Regione Toscanasarà condotto un monitoraggio costante per escludere la presenza di ulteriori piante infette, e sarà disposto il blocco della movimentazione delle piante sensibili, per poi passare all’eradicazione”. Verrà inoltre istituita un’area limitata comprendente la zona infetta interessata, dove ricadono le piante risultate positive al batterio, e una zona cuscinetto circostante lunga 5 chilometri, dove verranno svolte le attività di sorveglianza e monitoraggio».

Il ceppo della Xylella fastidiosa che invece ha colpito e continua a falcidiare gli olivi pugliesi non appartiene a quello multiplex ma è stato soprannominato CoDiro, acronimo di “complesso del disseccamento rapido dell’olivo”.

Ieri, intanto, i sindaci dei Comuni della Valle d’Itria, tra cui anche Gianfranco Coppola, primo cittadino di Ostuni, si sono recati a Bari per definire interventi e sollecitare la Regione Puglia a dare risposte ferme e immediate. La preoccupazione è aumentata in seguito alla notizia del primo albero infetto trovato nella Piana degli olivi monumentali, nel Comune di Fasano, che ha spostato così, otto chilometri più a nord, l’ultimo focolaio accertato nel precedente monitoraggio dell’Arif.
I sindaci hanno chiesto alla regione di semplificare la burocrazia, non fermare i monitoraggi nelle zone infette e accelerare le pratiche di eradicazione. Se necessario, anche per mezzo di ordinanze sindacali.Novità