E' stato condannato a 20 anni di reclusione l'uomo che a Taranto scaraventò sua figlia da un balcone del terzo piano

E’ stato condannato a venti anni di carcere l’uomo che il 7 ottobre dell’anno scorso lanciò la figlioletta da un balcone al terzo piano, a Taranto.

La sentenza è stata emessa ieri, mercoledì 2 ottobre, dal Giudice dell’Udienza preliminare Wilma Gilli, al termine del processo con rito abbreviato, richiesto dalla difesa.

Le accuse nei confronti dell’uomo, protagonista di uno degli episodi più orrendi dell’intera cronaca nazionale, sono quelle di tentato omicidio aggravato, lesioni gravissime, maltrattamenti e resistenza a pubblico ufficiale.

Domenica 7 ottobre 2018, l’uomo, un cinquantenne di Taranto, al termine di un litigio telefonico con la moglie, da cui era separato, prima colpì alla gola con un coltello il figlio di quattordici anni, che fortunatamente non riportò lesioni gravi, e poi lanciò la figlioletta di appena sei anni dal balcone al terzo piano di una palazzina del quartiere Paolo VI.

I bambini, in seguito alla burrascosa separazione della coppia, erano stati affidati alla mamma dell’uomo, che risiede nella palazzina dove è avvenuto il tragico episodio.

Le condizioni della bambina apparvero subito gravissime per le lesioni riportate dalla piccola in seguito alla caduta del terzo piano. Fu sottoposta a diversi e delicati interventi chirurgici eseguiti nell’ospedale “Santissima Annunziata”. In seguito a un leggero miglioramento, la bambina fu trasferita a Roma, presso il Policlinico “Gemelli”, dove è rimasta diverso tempo.

Soltanto lo scorso 2 aprile, la Asl di Taranto, comunicava che la bambina era stata dichiarata finalmente fuori pericolo e che era stata trasferita presso un’importante struttura riabilitativa pediatrica.

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