Tribunale di Brindisi

Sono stati rimessi in libertà ieri sera, dopo l’interrogatorio di garanzia, Marco e Giuseppe Vignola, padre e figlio di Carovigno, arrestati sabato scorso dai carabinieri della Compagnia di San Vito dei Normanni, con le accuse di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.

Nell’abitazione della famiglia Vignola vennero rinvenuti oltre due quintali di marijuana che, sin da subito, l’avvocato Luca Marzio, uno dei due difensori dei Vignola, dichiarò di essere stata prodotta legalmente nell’azienda agricola di cui uno dei due arrestati è amministratore legale. Dopo il blitz dei Carabinieri vennero denunciati anche altri quattro membri della famiglia Vignola.

Il Gip, durante l’interrogatorio di garanzia dei due arrestati, ha accolto l’istanza dei due legali, Luca Marzio e Gaetano Sansone, rimettendo in libertà entrambi gli arrestati e dichiarando Giuseppe Vignola, molto conosciuto a Carovigno per essere l’allenatore della locale squadra di calcio, completamente estraneo ai fatti.

Nel corso dell’interrogatorio di garanzia sono stati mostrati al Gip le analisi di un precedente controllo effettuato a ottobre dalla Guardia di Finanza di Ostuni nei terreni dei Vignola, a dimostrazione del fatto che la cannabis in questione possedesse la percentuale di Thc consentita nei limiti di legge. Questa documentazione è risultata determinante per la scarcerazione di Marco e Giuseppe Vignola.

L’analisi della sostanza stupefacente sequestrata nell’abitazione dei Vignola è tuttora in corso a Bari presso il Laboratorio Analisi Sostanze Stupefacenti dei Carabinieri.Novità