Carmelo Grassi diventa membro del Consiglio superiore dello spettacolo. Il Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo ha acquisito infatti nei giorni scorsi la nomina, in qualità di componente espressione dell’AGIS/FEDERVIVO. Brindisino d’origine e ostunese d’adozione, con la gestione del Cinema Teatro Roma prima, dello Slow Cinema adesso, Carmelo Grassi è stato per venti anni a capo del Teatro Pubblico Pugliese, fino a circa un anno e mezzo fa ed ha appena consegnato le dimissioni da presidente dell’ARTI (Associazione reti teatrali italiane) per dedicarsi a tempo pieno al nuovo e prestigioso incarico.

Il Consiglio superiore dello spettacolo è un organo consultivo del Mibact, resta in carica per tre anni e svolge compiti di consulenza e supporto nell’elaborazione e attuazione delle politiche di settore. Fondamentale è anche il ruolo nella predisposizione di indirizzi e criteri generali relativi alla destinazione delle risorse pubbliche per il sostegno alle attività di spettacolo.

Il Consiglio è composto da undici personalità del settore di particolare e comprovata qualificazione professionale e capacità in campo giuridico, economico, amministrativo e gestionale. Gli stessi sono nominati dal Mibact mentre tre membri sono designati dalla Conferenza Unificata. Il Ministro sceglie poi altri quattro membri tra quelli indicati dalle associazioni di categoria e dagli enti del terzo settore maggiormente rappresentativi del settore dello spettacolo.

«Ho dato la mia disponibilità a ricoprire l’incarico – racconta Carmelo Grassicirca un mese fa. Tra accademici, giornalisti, critici di teatro e di musica, io sono uno dei pochi operatori presenti e devo la nomina alla lunga serie di esperienze collezionate in tutta la mia carriera. Ai quindici componenti del Consiglio superiore dello spettacolo va il compito di “spacchettare i flussi”, ovvero assegnare a ogni tipologia di spettacolo i contributi economici assegnati dal Fondo unico dello spettacolo, ma anche dare degli indirizzi. Attraverso la conoscenza dei singoli territori e delle dinamiche interne, io come i miei colleghi, daremo quindi indirizzo alle decisioni operate dal Ministero. Questa ritengo sia la parte più interessante del compito che spetta al nucleo, perché può essere veramente di stimolo per aggiustamenti o inversioni di rotta rispetto a quanto sinora posto in essere a livello ministeriale.

Lascio l’Arti con orgoglio dopo sedici anni perché in tutto questo tempo siamo riusciti a mettere su una squadra completa e competente, che è riuscita realmente a collegare e far collaborare tutte le realtà teatrali italiane. Il mio obiettivo da membro del Consiglio superiore dello spettacolo – conclude Grassi – sarà quello di rinnovare la pianificazione triennale del prossimo decreto ministeriale, che verrà stilato nel 2020 e resterà in vigore fino al 2023. Spero di contribuire al dialogo tra gli operatori e le realtà territoriali con gli uffici ministeriali, in modo che ci possa essere una distribuzione di fondi e contributi più equa, puntuale e soprattutto diversificata».

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