Si rinnova nel segno della continuità il consiglio di amministrazione dell’ente museale ostunese. Si è tenuta nel pomeriggio di ieri, martedì 7 gennaio, la presentazione dei membri che compongono il direttivo del Museo di civiltà preclassiche della Murgia meridionale e del Parco archeologico di Santa Maria d’Agnano. La chiesa di san Vito Martire, sede del museo civico, ha accolto la conferenza stampa presieduta dal sindaco Guglielmo Cavallo, a cui hanno preso parte tutti i dipendenti e collaboratori dell’ente.

Resta alla guida del direttivo, l’avvocato ostunese Michele Conte, che continuerà ad affiancare il direttore scientifico Donato Coppola. Tra i membri del consiglio, Barbara Pecere e Alessandro Spera sono confermati, mentre subentrano rispettivamente a Maria Concetta Nacci e a Iolanda Cito le due professoresse ostunesi Ester Caroli e Vita Macchitella. Confermati inoltre Francesco Pecere nel ruolo di direttore amministrativo e Giuseppe Semerano come suo ausiliario.

L’organo che amministra l’istituzione museo è nominato dal sindaco e resta in carica per l’intera durata del mandato legislativo. In linea dunque con l’operato di Gianfranco Coppola, l’attuale primo cittadino dà seguito al lavoro avviato e conferma quasi tutte le cariche.

«Per la nomina di questo consiglio, peraltro il primo atto del sindaco di quest’anno – dichiara Guglielmo Cavallo – mi sono attenuto al regolamento comunale, considerando il grande lavoro svolto in questi ultimi cinque anni e non solo. La storia di questa istituzione è lunga e costellata di importanti successi, grazie al professore Donato Coppola e alle tante professionalità di spicco del panorama culturale ostunese, che hanno contribuito alla costante crescita dell’ente. Un’istituzione che oggi ha competenza non solo su museo civico e parco archeologico, ma gestisce anche la sala espositiva a piano terra di Palazzo Tanzarella e il museo diocesano. Considerati gli ultimi risultati registrati in termini di visite e visibilità mediatica, raggiunti soprattutto con l’esposizione al pubblico dei resti originali dell’antica madre di Ostuni, ho ritenuto giusto incoraggiare il buon lavoro eseguito finora. Sono grato ai membri del consiglio per aver accettato l’incarico e porgo loro i miei auguri».

«Mi unisco ai ringraziamenti del sindaco per salutare le tante persone intervenute oggi – dichiara il presidente Michele Conte – tutte collegate, oggi o in passato, a questa istituzione. La loro presenza attesta la costante collaborazione che tiene uniti a vario titolo tanti professionisti e che permette di far crescere il museo civico, un importante contenitore culturale che puntiamo a rendere ancora più grande e fruibile. All’interno del nuovo consiglio, come per il precedente, convergono esperienze e appartenenze, anche politiche, diverse e credo che questo elemento continuerà ad essere il nostro punto di forza: saper generare ricchezza dalla diversità».

«Abbiamo dei compiti e dei problemi urgenti da risolvere per cui si richiede la collaborazione di Comune e Regione per intercettare finanziamenti utili al completamento della parte superiore di questa struttura. Abbiamo bisogno di dare incarichi ai collaboratori esterni per il completamento del percorso espositivo, arricchitosi parecchio dopo alcuni scavi recenti. Nel frattempo il museo prosegue con la sua attività scientifica. Proprio oggi ho trasferito un articolo su Agnano scritto da un collaboratore francese, una collega sedimentologa e da me, a Quaternary, una rivista scientifica di prestigio internazionale.

Un problema molto complesso – conclude il prof Coppola – è quello di restituire i piedi alla donna di Ostuni, le cui fragili ossa restano conservate attualmente in un’apposita teca, in attesa di essere ricomposte. Questo consiglio intende portare a compimento la ricostruzione dell’intero reperto nel prossimo mandato, per cui occorrerà dare a uno dei nostri vecchi collaboratori un incarico di coadiuvamento alle operazioni».

Appena a margine della conferenza stampa il consiglio di amministrazione del museo civico si è messo subito al lavoro, celebrando la sua prima assemblea.

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