Fabio, un giovane chef barese, racconta di aver ricevuto un messaggio da parte del proprietario di una casa a Milano che affermava di non affittare ai meridionali

«Non affitto a persone del sud Italia» Questa affermazione potrebbe sembrare anacronistica, evocando il clima di quando, più di cinquant’anni fa, nell’operoso e industrializzato nord Italia erano in tanti a non gradire la presenza delle persone provenienti dal Meridione, considerate rozze e ignoranti.

L’affermazione, che completa risulta: «Non affitto ad extracomunitari e a persone del sud Italia», risale invece a qualche giorno fa ed è stata indirizzata a un giovane aspirante chef barese che stava cercando casa a Milano, dal proprietario di un monolocale.

A darne notizia è lo stesso giovane cuoco, Fabio De Pinto, che sul suo profilo Facebook racconta quello che gli è capitato, pubblicando la risposta ricevuta su WhatsApp da parte di Luca, proprietario di un monolocale in zona Bovisa.

 

«Quello che mi è successo qualche giorno fa- scrive Fabio su Facebook pubblicando lo screenshot della conversazione- è una cosa molto grave, anche se non ha leso la mia sensibilità, avrebbe potuto scalfire quella di qualcuno che si fosse trovato ad aver a che fare con questo individuo».

Fabio, ventisettenne di grandi speranze e sogni per il futuro, racconta di essere a Milano da circa due mesi per frequentare un corso di cucina e della sua difficoltà a trovare una casa da affittare. «Ricevere una risposta simile da una persona stupida e razzista– continua Fabio- ti fa rabbrividire solo al pensiero che al giorno d’oggi ci siano ancora queste “classificazioni razziali”. Anche se potrebbe essere un fake, ho ritenuto fosse giusto “denunciare” questa persona su tutti i gruppi per affitti di Milano in cui sono presenti più di 300.000 membri, perché ad ogni modo c’è qualcuno dietro ad uno schermo che si diverte a ledere la sensibilità di persone che sono in cerca di “sogni” fuori casa come me. Quello che ne è scaturito è stato qualcosa di impensabile, si è creato un vero e proprio movimento solidale nei miei confronti, i post hanno ricevuto qualcosa come 3000 interazioni, e ovviamente ci sono state anche delle “voci fuori coro” che si sono distinte per aver appoggiato quello che sosteneva questa persona rispondendomi in quella maniera».

Tanti i messaggi di solidarietà inviati a Fabio, da perte di milanesi che avendo una casa da affittare hanno volentieri offerto la loro disponibilità a Fabio, felici di averlo come inquilino.

«Se vengo chiamato “terrone”– conclude Fabio- non lo definisco un insulto: sono orgoglioso delle mie origini meridionali».