IIl Tribunale del Riesame ha escluso le aggravanti della premeditazione e dei futili motivi per gli indagati coinvolti nell'omicidio di Giuseppe Maldarella

Secondo il Tribunale del Riesame non ci fu premeditazione nell’omicidio di Giuseppe Maldarella, il commerciante quarantaquattrenne ucciso a Ostuni la sera del 13 luglio scorso.

I giudici del Tribunale del Riesame hanno escluso le aggravanti della premeditazione e dei futili motivi, accogliendo così parzialmente le istanze presentate dagli avvocati difensori degli indagati, gli avvocati Mario Guagliani e Vincenzo Lanzilotti.

Il quarantaquattrenne ostunese, secondo la ricostruzione degli inquirenti, fu colpito a morte, attinto da numerosi fendenti, al culmine di una rabbiosa lite.

Giuseppe Maldarella, la sera di sabato 13 luglio, si era recato insieme a sua moglie nell’abitazione dei genitori del fidanzato della figlia, ancora minorenne, che da qualche giorno non faceva ritorno a casa.

La discussione tra le due famiglie sarebbe poi degenerata trasformandosi in una violenta lite, sfociata in tragedia con l’uccisione del commerciante ostunese. Per l’omicidio di Giuseppe Maldarella sono attualmente indagati e sottoposti a fermo giudiziario Lorenzo Moro, il giovane fidanzato della figlia di Maldarella, e i suoi genitori, Domenico Germano Moro e Cinzia D’Amico.

Qualche giorno dopo l’arresto dei Moro la Procura della Repubblica di Brindisi ha sottoposto a fermo anche il figlio minorenne della coppia, ipotizzando un suo coinvolgimento nell’evento delittuoso. Il minore, nel corso dell’interrogatorio avvenuto all’interno di una struttura protetta, si sarebbe avvalso della facoltà di non rispondere.

Si attendono intanto i risultati dell’esame autoptico sul corpo di Maldarella, eseguita il 18 luglio dal medico legale incaricato dalla Procura, Antonio Carusi. I risultati dell’esame autoptico potranno certamente far luce e fornire risposte più chiare sulle dinamiche della lite che ha portato alla morte il quarantaquattrenne ostunese.Novità