“Religione e miti” è il tema dell’edizione di PhEST 2019, la manifestazione internazionale di fotografia che trasforma Monopoli per due mesi nella capitale pugliese della fotografia.

L’intento di questa edizione, che si terrà dal 6 settembre al 3 novembre, è quella di esplorare, giocare, riflettere, immaginare, riportare le religioni e i miti a quello spazio intimo in cui poter dialogare con i sogni, le paure e i desideri di ciascuno di noi.

Anche quest’anno il festival si avvale della direzione artistica di Giovanni Troilo e della curatela fotografica di Arianna Rinaldo.

Tante le mostre che potranno essere visitate nell’edizione 2019, tutte ugualmente interessanti e prestigiose.

Grazie alla collaborazione con National Geographic, nelle sale del Castello Carlo V sarà possibile ammirare “Seeing Mary”, una mostra fotografica composta da 30 potenti immagini relative alle apparizioni mondiali della Vergine Maria negli anni. La mostra rivela come persone da culture e luoghi diversi – Polonia, Messico, Francia, Ruanda, Egitto – condividono magari poco, ma sicuramente la fiducia nel fatto che Maria offre loro sostegno, approvazione e attenzione.

Si consolida inoltre la partnership di PhEST con PHmuseum. PhEST ospiterà nei suoi spazi la vincitrice del premio annuale di fotografia New Generation 2019 del PHmuseum, Liza Ambrossio con il suo “The Rage of Devotion”, storie familiari di donne e stregoneria in Messico.

Un altro progetto speciale ospitato quest’anno è quello commissionato a Piero Percoco, #searchgodinthings, sulla vita religiosa in Puglia, a cui si aggiunge la mostra sull’ateismo “Atheism Museu”m che arriva dal Museo Nazionale di Fotografia Marubi di Scutari (Albania) a cura di Luçjan Bedeni, dedicata al tentativo del regime di denigrare e cancellare la fede e i suoi elementi identitari.

Ancora, in mostra Alinka Echeverría con “The Road to Tepeyac”, un progetto in cui vengono ritratti pellegrini in cammino verso la Madonna di Guadalupe a Città del Messico, mentre trasportano sulla schiena riproduzioni minuziosamente realizzate dell’icona della Vergine. E poi Alessandro Gandolfi con “Immortality”, INC dedicata alla ricerca della vita eterna da parte dell’uomo e Julia Krahn con “33MM-Maria Maddalena “che ritrae donne a sé molto care in una creazione personale che racconta la sacralità di ogni donna.

Ancora, Norman Behrendt con la sua “Brave New Turkey” sulle nuove moschee sponsorizzate dallo stato turco che punteggiano il paesaggio di Istanbul e Ankara; Daniel Ochoa de Olza che ha ritratto La Maya, usanza spagnola di origine pagana che vede ogni anno quattro o cinque bambine tra i 7 e gli 11 anni alternarsi su un altare disposto per strada per dare il benvenuto alla Primavera.

Di Giulia Bianchi è invece il progetto dedicato alle donne sacerdote “Women Priests Project” e al gruppo di suffragette che dall’estate 2002 porta avanti una protesta di disobbedienza religiosa a favore dell’ordinazione delle donne.

Presente a Monopoli anche Jesse Rieser con “Christmas in America – Happy Birthday Jesus” dedicata al Natale negli USA: complesso, scomodo, a volte squallido ma anche sincero, celebrativo, colorato e creativo.

E poi, Boglárka Éva Zellei con “Furnishing the Sacred”, che attraverso le cerimonie battesimali fotografate nelle zone rurali dell’Ungheria racconta l’immaginario delle comunità cristiane contemporanee; Roei Greenberg con “Along The Break” sulle stratificazioni religiose tra Israele e Palestina i cui protagonisti, anche se non compaiono in nessuna delle immagini, sono gli esseri umani, i cui valori ideologici, religiosi e politici hanno cambiato fortemente il paesaggio in conflitto.

Michela Benaglia sarà presente con “Il Selvaggio, il Folle e l’Orso”, maschere antropologiche tradizionali in Italia di cui è impossibile risalire a una datazione certa e che si riferiscono alla paura che il mondo occidentale nutre per il volto coperto; Richard Silver porterà invece a Monopoli il suo “Vertical Churches”, iniziato nel 2011 (e ancora in corso) che rappresenta una maniera unica di vedere le chiese del mondo.

PhEST si propone ancora una volta, dunque, come una mostra che è un insieme di mostre, con autori diversi sapientemente accostati dalla sensibilità artistica degli organizzatori.
Immancabile ovviamente il progetto speciale site specific “Terra di Santi”, commissionato quest’anno a Sanne De Wilde, fotografa fiamminga, neovincitrice del World Press Photo per il suo progetto “Land of Ibeji” (La terra di Ibeji ndt) in collaborazione con la fotografa di Noor Benedicte Kurzen.

Sanne De Wilde in residenza artistica in Puglia, ospitata da Palazzo Fizzarotti, dal 13 al 23 agosto ha scattato foto in alcune delle più suggestive feste religiose pugliesi con l’obiettivo di restituire alla nostra regione, ai suoi abitanti e ai numerosissimi turisti che sempre più la scelgono come meta delle loro vacanze, l’idea di quello che la fede e le feste religiose rappresentano ancora oggi, tra legami con il passato e sguardo rivolto al futuro.

Per ulteriori informazioni sulle mostre, sui luoghi e sulle iniziative del PhEST, consultare il sito ufficiale: https://www.phest.info/Novità