È recentemente balzata agli onori della cronaca locale la misura adottata dal Consorzio di gestione del villaggio residenziale di Rosa Marina, che dispone il divieto di accesso a strade e spiagge pubbliche nei confronti di ciclisti e pedoni. Della controversa vicenda ne ha parlato anche il telegiornale regionale della RAI, che nell’edizione serale di ieri, martedì 9 luglio, ha mandato in onda un servizio dedicato alla questione.

A settembre scorso il problema era stato posto all’attenzione dell’opinione pubblica dall’associazione dilettantistica sportiva ostunese Globuli Rossi – Fiab, che oggi torna sull’argomento con una nota stampa in cui si sottolinea l’importanza di far rispettare al Consorzio l’ordinanza balneare della Regione Puglia, affinché sia possibile per il Comune di Ostuni intercettare i finanziamenti per la realizzazione di piste ciclabili che interesserebbero inevitabilmente quei tre chilometri di costa alle spalle dei quali si estende il villaggio di Rosa Marina.

«Dopo un anno intero in cui è stato precluso l’accesso ai ciclisti – si legge nella comunicazione diffusa alla stampa dall’associazione ostunese – la stagione si apre con gli accessi chiusi anche ai pedoni. Invitiamo l’amministrazione a pretendere dal consorzio non solo che venga fatta rispettare l’ordinanza balneare, che impone libero accesso ogni 150 metri in caso di opere di urbanizzazione, ma di imporre al consorzio che vengano finalmente costruiti uno o più parcheggi liberi con accesso al mare nei terreni adiacenti, così come stabilito nella convenzione recentemente emersa.

Non può un consorzio di residenti stabilire qual è la via più comoda per accedere a tre chilometri di costa così come è scorretto pubblicizzare la Bandiera Blu per due lidi rientranti nel perimetro del villaggio. Ci auguriamo che il Sindaco Guglielmo Cavallo e l’Assessore Loredana Capone colgano l’enorme danno di immagine provocato da questo blocco alla regione Puglia, che sponsorizza il turismo lento e sostenibile, e che di fatto penalizza i tanti cicloturisti che arrivano da tutto il mondo per percorrere l’itinerario n° 6 di Bicitalia-Ciclovia Adriatica e che vengono respinti e deviati dalla complanare di servizio.

Chiediamo inoltre al Sindaco di convocare le associazioni ciclistiche alla riunione annunciata per giovedì, per chiarire come possano tre Comuni (Brindisi, Carovigno ed Ostuni) candidarsi al bando regionale per il finanziamento della “Ciclovia Adriatica dell’Alto Salento” specificando che il passaggio è previsto all’interno del villaggio, basando il tutto su “una dichiarazione di intenti a stipulare una convenzione”.

Le ciclovie sono itinerari di lunga percorrenza, paragonabili a lunghe autostrade, se continuiamo a perdere finanziamenti di milioni di euro un motivo c’è! È inammissibile finanziare un percorso che si interrompe nel vuoto così come non è serio presentare un progetto che si basa su una “dichiarazioni d’intenti a stipulare una convenzione” visto quanto sia debole come strumento urbanistico la convenzione tra Consorzio e Comune e di come si stia rivelando essere un accordo unilaterale con tanti benefici per il privato e nessuno per il pubblico».Novità