Rifiuti ammassati per terra e in cassoni scoperti. Mezzi colmi di spazzatura che, fermi o in movimento, spargono il liquido prodotto dalla decomposizione della frazione organica sul piazzale e lungo le strade interne alla Zona artigianale. Sono giorni difficili per l’Isola ecologica di Ostuni, alle prese con lo stoccaggio dei rifiuti di una popolazione attualmente triplicata, mentre le istituzioni locali cercano di fronteggiare lo stato d’emergenza che da mesi interessa l’intera Regione.

Dal 9 agosto scorso, giorno in cui l’amministrazione comunale informava la cittadinanza delle criticità di smaltimento riscontrate a livello regionale, non si sono verificati disservizi nella gestione della raccolta porta a porta, ma l’Isola ecologica di contrada Santa Caterina continua a immagazzinare rifiuti, mettendo a repentaglio la salute dei residenti della Zona artigianale.

In difesa della vivibilità dell’area, la consulta di quartiere costituitasi a inizio luglio scorso e il consorzio di gestione di contrada Santa Caterina si alleano per rivendicare i diritti di residenti, artigiani ed esercenti. Il pressing sull’amministrazione comunale è iniziato due giorni fa, quando alcuni rappresentanti di consulta e consorzio hanno richiesto l’intervento dei Carabinieri Forestali e della Polizia Municipale. Gli agenti hanno preso atto dello stato dei luoghi e messo a verbale l’esito del sopralluogo.

“Uno stato d’emergenza non ulteriormente tollerabile”, così definiscono l’attuale situazione i rappresentanti di consulta e consorzio, che sottoscrivono una missiva indirizzata al sindaco Guglielmo Cavallo, all’assessore all’ambiente Paolo Pinna e al dirigente del settore ecologia Federico Ciraci, pronta ad essere protocollata.

“Nel rispetto delle precipue competenze – scrivono i rappresentanti di consulta e consorzio – si chiede, pertanto, ancora una volta, una maggiore attenzione a quanto evidenziato nonché la concreta pianificazione di azioni atte a contrastare i fenomeni segnalati e a garantire le tutele richieste, avvertendo che qualora non si riscontrassero rapide attuazioni degli impegni spettanti, si richiederà la attenta verifica di eventuali omissioni e responsabilità ad ogni autorità preposta”.

«La diffida che sarà protocollata domattina – spiega Alessandro Cavallo, portavoce della consulta di quartiere di Santa Caterina – rappresenta la volontà di agire concretamente a tutela dei nostri diritti. Durante un incontro tenutosi venerdì pomeriggio con l’assessore Pinna, a cui ha preso parte anche Franco Roma, presidente del consorzio Santa Caterina, è emersa l’urgenza di un intervento immediato e di un interessamento alla problematica sistematico, non solo in concomitanza di situazioni d’emergenza. Perciò, se entro sette giorni non saranno arginati i rischi attuali, attraverso la pulizia dell’area interna e antistante l’Isola ecologica, nonché delle strade della Zona artigianale, procederemo con un esposto alla Procura della Repubblica, coinvolgendo le autorità competenti. Entro un mese inoltre, chiediamo che la discussione venga allargata al Consiglio comunale, affinché si possano individuare e pianificare soluzioni migliorative su lungo periodo».

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