Marijuana sequestrata

Sarebbe marijuana industriale prodotta per scopi terapeutici la sostanza stupefacente sequestrata sabato scorso a Carovigno nel corso di un’operazione antidroga.

Ad affermarlo in una nota è l’avvocato Luca Marzio, il legale dei due arrestati, Marco e Giuseppe Vignola, padre e figlio. La sostanza sequestrata dai Carabinieri sarebbe proveniente da una piantagione legale all’interno di un’azienda agricola, il cui amministratore è uno dei due arrestati.

«E’ stato già accertato in un precedente controllo da parte della Guardia di Finanza di Ostuni, avvenuto nell’ottobre 2018– scrive l’avvocato Marzio- attraverso una serie di verifiche e di analisi, il basso livello di Thc, che comunque rispetta la norma prevista dalla legge. Il mio assistito Giuseppe Vignola si è messo subito a disposizione dei carabinieri durante i controlli spiegando e fornendo la documentazione risalente al precedente riscontro. A Giuseppe Vignola è stato contestato il possesso di una parte della sostanza, presente in un contenitore che sarebbe dovuto partire da qui a breve per una casa farmaceutica di Milano, per alcune sperimentazioni. E’ tutto dimostrabile anche perché la spedizione sarebbe avvenuta proprio in questi giorni. Il padre ha subito spiegato l’assoluta estraneità del proprio figlio nella produzione e nel deposito della sostanza. Non ha nessun ruolo».

«Ritengo– conclude la nota dell’avvocato Marzio- che si tratti solo di un provvedimento cautelare del magistrato nell’attesa che venga accertata che quella sostanza ritrovata dai carabinieri, subito messa a disposizione da Marco Vignola, sia rispondente ai requisiti di legge».

Saranno comunque le analisi sulla marijuana sequestrata a stabilire la percentuale di Thc presente nella sostanza.