Passeggiata paesologica a Ceglie Messapica insieme a Franco Arminio, in occasione della Settimana Europea della Mobilità Sostenibile

«Non basta il mondo, ci vuole un luogo». La forza vitale dei versi di Franco Arminio risuona nei vicoli del centro storico di Ceglie Messapica durante una suggestiva passeggiata paesologica.

L’incontro con Arminio, patrocinato dal GAL Alto Salento 2020 e inserito nel programma della “Settimana Europea della Mobilità Sostenibile”, si è tenuto ieri pomeriggio ed è stato organizzato dalla Consulta della Mobilità Sostenibile del Comune di Ceglie Messapica.

La passeggiata è partita dalla Casa della Lentezza, un luogo piccolo ma prodigioso nato a Ceglie l’anno scorso, il cui nome evoca una filosofia di vita che insegna a prendere a cuore il mondo che abitiamo, a cominciare dal rispetto per l’ambiente e per il paesaggio.

Spesso, quando si parla di mobilità sostenibile, la mente pensa in automatico a mezzi come la bicicletta o a vetture a basso impatto ecologico che non raggiungono grandi velocità, trascurando l’infinito piacere che può regalare l’arte di camminare a piedi. Ed è proprio da qui che si è voluti partire ieri insieme al poeta e paesologo Franco Arminio.

Una lenta e rinfrancante passeggiata nel cuore del centro storico di Ceglie Messapica ha regalato ai presenti un altro sguardo, più poetico e consapevole, per mirare con nuovi occhi le strade che, chissà quanti dei presenti, avevano già percorso distrattamente.

 

 

Cinque le tappe, in luoghi pieni di velata bellezza, in cui ci si è fermati leggendo poesie e scambiandosi emozioni. Due poesie di Arminio sono state tradotte da alcuni presenti in dialetto cegliese regalando vita nuova ai versi e ricordando che la poesia appartiene a tutti e si presta a indossare l’abito di chi la legge.

Nella seconda tappa la passeggiata si è fatta canto corale intonando canzoni vecchie e nuove, in un tempo sospeso tra le note di “Azzurro”, intervallate dal canto popolare “Lu podece”, per finire a cantare tutti insieme a cuore spalancato “Bella ciao”.

Man mano che ci si addentrava nel cunicolo di case e strade ci si rendeva conto, aiutati dalla grazia di Arminio- che più di una volta si è inginocchiato per leggere i suoi versi- di quanta bellezza e quanta luce dispensino i nostri centri storici, che possono essere colte soltanto se camminiamo con maggior lentezza e attenzione.

«Chi vive qui è fortunato. Spesso la gente- ha raccontato Arminio- si dimentica la fortuna di abitare un paese come questo. Molti credono che andando al nord ci si arricchisca, ma non è vero. E’ qui al sud che abita la vera ricchezza. La passeggiata che abbiamo fatto oggi insieme deve servire a farvi abitare con più slancio, con più convinzione, questi luoghi. Qui c’è un architettura, che parla, che accoglie e che contiene, che altrove non esiste».

Alla passeggiata ha preso parte anche Federico Massimo Ceschin, presidente di SIMTUR e segretario generale dei “Cammini d’Europa”, che ha sottolineato “l’importanza di restituire alla città i luoghi d’incontro che sono le piazze, così come gli itinerari e quei percorsi che riscoprono la nostra storia e la lentezza dei nostri movimenti. Ed è proprio nella lentezza dei movimenti che si ritrovano le connessioni plurali tra le persone, che è un tema che nelle parole di Arminio oggi abbiamo ascoltato più volte».

La camminata si è conclusa in piazza Ognissanti, perfetta cornice per l’epilogo di un pomeriggio che ha celebrato la sacralità della poesia, che è poi la stessa della vita, insieme alla forza generatrice dei luoghi, nella loro pura e semplice essenza.

Ognuno dei presenti è tornato a casa facendo proprio uno dei tanti versi declamati dal poeta Arminio. Tutti serberanno nel cuore il medesimo auspicio, che è quello di non assuefarsi mai alla bellezza- materiale e immateriale- da cui siamo circondati.

Ricevi tutte le ultime notizie

Prova il nuovo canale Telegram di Ostuni News