Un progetto virtuoso di inclusione sociale che utilizza il teatro per mettere in connessione mondi apparentemente distanti, ma in realtà vicinissimi e complementari.

“Sindrome di Clown” è il nome scelto dal centro estivo che aprirà i battenti tra qualche giorno a Ostuni. Il progetto è stato ideato e realizzato dall’associazione di volontariato “Il Gabbiano”, una onlus che da anni promuove percorsi di autonomia per persone con disabilità.

La particolarità dell’iniziativa è racchiusa nel fatto che le tante attività proposte verranno condotte da persone diversamente abili che insieme ad altre persone che, da tempo, conducono progetti e laboratori per l’infanzia, daranno vita a un lodevole progetto di inclusione sociale che vedrà protagonisti l’arte e il teatro.

L’iniziativa aprirà i battenti lunedì 17 giugno e avrà la durata di otto settimane, concludendosi il 9 agosto. Le attività, che si rivolgono a bambini di età compresa tra i 6 e i 12 anni, si svolgeranno a Ostuni, presso la Parrocchia San Luigi Gonzaga.

Tra le attività proposte si annoverano laboratori manuali di riciclo, giochi all’aperto e di squadra, uscite in piscina, passeggiate nel centro storico e visite al Centro di Sperimentazioni per le Arti Teatrali “La Luna nel Pozzo”. E poi ancora letture animate, un corso di scrittura creativa, un laboratorio botanico, giochi d’altri tempi, pizzica salentina, ecc.

«Al centro di questa esperienza– raccontano i giovani educatori del centro estivo, tra cui Angelo Susco e Isabella Naccisi colloca il laboratorio teatrale che si fonda sulla figura del Clown Teatrale, il quale celebra l’errore e lo considera come opportunità e risorsa. Tutto ciò che normalmente viene considerato fragilità, debolezza, goffaggine, diventa bellezza: basta indossare un cappello curioso, e il gioco conduce all’esplorazione di sé, alla scoperta degli altri, alla risata genuina, ad un nuovo modo di guardare il mondo. Il Teatro, che da sempre è un ponte che unisce persone e generazioni, valorizza a le diversità mettendole in connessione fra loro».

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