Gli agenti della Squadra Mobile brindisina, coadiuvati dai colleghi del commissariato di Polizia di Stato della Città bianca, hanno fermato l’attività criminale di uno spacciatore brindisino, già agli arresti domiciliari per reati contro il patrimonio e la persona. Nella giornata di ieri, martedì 11 febbraio, è stata eseguita una perquisizione presso la sua abitazione nel quartiere Sant’Angelo, A.V. di 47 anni, già agli arresti domiciliari.

Nell’ambito di servizi predisposti per il contrasto di reati collegati al traffico di stupefacenti, i poliziotti hanno approfondito le verifiche domiciliari nei confronti dell’uomo, sospettato da tempo di essere dedito all’illecita attività di spaccio. Nella sua abitazione sono stati rinvenuti oltre 120 grammi di hashish, materiale per il confezionamento delle dosi e una cospicua somma di denaro. Inoltre, è stata trovata una persona estranea nascosta sotto un letto. Questo “ritrovamento” ha determinato i poliziotti a una più attenta e accurata verifica.

Nella cucina sono stati trovati un panetto e una stecca di hashish, un bilancino elettronico di precisione, un coltello con lama intrisa di droga e una somma di denaro suddivisa in banconote di diverso taglio. Oltre a sventare il giro di spaccio, gli agenti hanno messo fine all’attività di usura in corso.

Dopo aver esaminato i cellulari delle due persone presenti in casa, gli agenti hanno inoltre appurato che l’uomo nascosto sotto al letto a dicembre scorso aveva ricevuto da A.V. un prestito, con l’accordo di restituire la somma aumentata del 25% e con l’ulteriore trattenuta di alcuni monili in oro quali garanzia.

Alla fine del mese di gennaio, l’odierno arrestato aveva iniziato a tartassare di messaggi di testo e audio la vittima, minacciandola di morte se non gli avesse restituito l’importo dovuto, nel frattempo peraltro aumentato. Inoltre, alla vittima erano stati imposti altri 150 euro per ogni giorno di ritardo e comunicato che i gioielli dati in garanzia, non sarebbero stati più restituiti. Effettivamente, al momento della perquisizione domiciliare, la Polizia ha rinvenuto l’oro dato in permuta e altri preziosi di dubbia provenienza, nonché un foglietto manoscritto ove l’usurato aveva segnato i numeri di serie delle banconote cedute ieri sera ad A.V.

All’esito delle evidenze di prova acquisite, A.V. è stato arrestato per il reato di detenzione ai fini di spaccio e contestualmente denunciato a piede libero anche per i reati di usura e ricettazione, e sottoposto nuovamente alla misura degli arresti domiciliari con applicazione del braccialetto elettronico, come disposto dal pm di turno. L’indomani, processato per direttissima, A.V. è stato tradotto in carcere a Brindisi su disposizione del giudice.

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