Protestano contro l’eliminazione del servizio di raccolta differenziata porta a porta, i cittadini residenti nelle contrade di Chiobbica e Cervarolo, alle prese con una raccolta firme. La definiscono una disposizione improvvisa e disorganizzata, quella adottata dall’amministrazione comunale che cambia in maniera sostanziale il sistema di raccolta dei rifiuti in area extraurbana.

«Il fatto che il comune di Ostuni in circa dieci anni non abbia minimamente mai ascoltato i residenti – riferisce la nota sottoscritta dal portavoce Giuliano Fago Golfarelli, residente in contrada Cervarolo – che pagano per una raccolta che nelle contrade è stata sempre confusa e disordinata, sta generando una giusta protesta. In tutti questi anni i cittadini delle due contrade hanno pagato per un servizio inesistente e carente al massimo.

Stampare un volantino mal distribuito in campagna, genera un contrasto con l’idea di pulizia e turismo che si vuole offrire. In queste contrade infatti non vi sono solo tantissimi residenti e famiglie che ci vivono tutto l’anno, ma anche quelli che si aggiungono durante l’estate.

La strada che dalla rotonda di Chiobbica va verso Ostuni è stata sempre caratterizzata da ampi depositi di rifiuti a cielo aperto, mai controllati, mai puliti e mal organizzati. Una scarsa illuminazione inoltre ha fatto sì che, in corrispondenza di una specifica curva, venisse registrato circa un incidente all’anno.

Che il centro raccolta di Ostuni abbia finalmente avuto un controllo da parte dei Carabinieri del NOE di Lecce, costringendo il comune a nuove forme di raccolta e lavoro, come il fatto che la periferia della città bianca sia ancora un bell’immondezzaio, arginato solo dalla buona volontà dei residenti, non giustifica affatto questa rivoluzione copernicana decisa dalla mattina alla sera.

Gli sforzi dei politici, attivi qui solo in tempo di elezioni, dimostrano chiaramente il degrado al quale il sottoscritto ha assistito in 16 anni di residenza consecutiva. Oggi alla rotonda di Chiobbica si raccolgano le firme di chi come me ha assistito a un progressivo ineluttabile degrado del nostro patrimonio ambientale. La petizione popolare è aperta a tutti: vedremo quello che succederà».

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