Quattro fratelli, tutti minori, sarebbero stati vttima per anni di abusi sessuali perpetrati dalla madre, dal compagno di lei e da un amico di quest’ultimo.

Alla fine di una complessa indagine, partita nell’estate del 2018 in seguito a una segnalazione da parte dei Servizi Sociali del Comune in provincia di Taranto in cui risiedevano i minori, la Polizia ha arrestato la donna e i due uomini.

Due dei minori erano stati collocati in una casa famiglia e successivamente affidati temporaneamente a due famiglie dal Tribunale dei Minori di Taranto, proprio per per le condizioni di estremo degrado in cui erano costretti a vivere. Sempre chiusi in casa, senza mai poter uscire, e costretti a non andare a scuola, senza che nessuno si prendesse cura della loro igiene personale e del loro nutrimento. I bambini in tutti questi anni sarebbero stati nutriti esclusivamente con pop corn, patatine e bevande gassate.

Ed è stato proprio grazie al racconto fatto agli operatori della casa famiglia, che gli investigatori hanno avuto modo di effettuare riscontri e arrestare la donna e i due uomini responsabili delle violenze e degli abusi sessuali nei confronti dei quattro minori.

Quello che emerge dalle indagini racconta di maltrattamenti, fisici e psichici a cui erano sottoposti i quattro fratellini, che oggi hanno rispettivamente 14, 12, 9 e 6 anni. Grazie all’ascolto protetto dei minori, alla presenza di un consulente esperto in psicologia dell’infanzia, i poliziotti hanno ascoltato dalla voce dei bambini gli abusi subiti da tutti e quattro i minori, il più piccolo dei quali, all’epoca dei fatti, aveva appena tre anni.

I reati sessuali venivano consumati presso l’abitazione familiare, oppure, nella casa di campagna dell’altro indagato.

La madre dei quattro fratellini e i due suoi complici sono stati arrestati con l’accusa di violenza sessuale in concorso, aggravata dal fatto che all’epoca dei fatti tutti e quattro i minori avessero meno di 10 anni.

L’arresto è stato eseguito dopo un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Taranto, Giuseppe Tommasino, su richiesta del sostituto procuratore Francesco Ciardo.