Gli agenti del Commissariato ostunese di Polizia di Stato nella tarda serata di ieri hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un soggetto del posto per i reati di tentata estorsione e rapina aggravata.

L’indagine condotta dagli agenti, coordinati dal vicequestore aggiunto Gianni Albano, ha portato all’individuazione di Donato Greco, pluripregiudicato classe 1971, con alle spalle una condanna a oltre vent’anni per omicidio volontario, come il mandante e l’ideatore di richieste estorsive.

Le attività di verifica portate avanti dagli agenti del Commissariato di Ostuni sono state avviate a seguito di una denuncia sporta da un cittadino, il quale riferiva di essere vittima della morsa di alcuni soggetti che pretendevano denaro. Una somma modesta, non corrisposta però nei tempi richiesti.

Diventato oggetto di continue telefonate, messaggi Whatsapp e chiamate vocali, fino a un esagerato numero di 60 – 70 tentativi al giorno, il cittadino in questione racconta di essersi ritrovato vittima di una pressione psicologica talmente violenta, che gli ha fatto addirittura pensare al suicidio.

A dissuadere l’uomo dal compiere l’estremo gesto, il padre della vittima, pronto a consigliare invece di coinvolgere le forze dell’ordine.

Gli inquirenti hanno constatato le pesanti minacce di morte, la volontà di impossessarsi dell’auto del ragazzo e l’applicazione di un ingente tasso usurario: da 100 euro si era arrivati a 1500 euro.

«La situazione era divenuta insostenibile – si legge nella comunicazione della Polizia di Stato – pertanto, alla richiesta dell’ennesimo incontro per riscuotere il denaro, si predisponeva il piano che permetteva di arrestare in flagranza per tentata estorsione due dei tre aguzzini, rispettivamente Gianluca Blasi e Katia Savina, entrambi noti e con diversi precedenti a loro carico.

Da ulteriori approfondimenti investigativi emergeva come i due arrestati fossero d’accordo con Donato Greco, che era il vero e proprio organizzatore dell’estorsione».

Il 20 ottobre scorso l’aguzzino è stato denunciato a piede libero ma, a distanza di poco meno di un mese e a seguito delle serrate indagini condotte da parte del Commissariato della Città bianca e dirette dalla locale Procura, Donato Greco è stato associato presso la casa circondariale di Brindisi.

La vicenda, sottolinea la nota, ripropone l’importanza di denunciare e rivolgersi alle istituzioni al fine unico di poter assicurare alla giustizia i responsabili di qualsiasi tipo di reato.

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