È scritto dalla ricercatrice Daniela Russi, dell’Institute for European Environmental Policy (IEEP), il capitolo interamente dedicato alla riserva naturale di Torre Guaceto, pubblicato sulla prestigiosa rivista “Marine Protected Areas, Science, Policy and Management“.

Si tratta di un libro in lingua inglese, realizzato dalla olandese Elsevier, il più grande editore mondiale in ambito medico e scientifico, nel quale si disaminano vari aspetti relativi alla politica, alla scienza e alla gestione di alcune Aree Marine Protette presenti sullo scenario mondiale.

Il capitolo, “The Torre Guaceto marine protected area e what can we learn from this success story?“, nasce da un progetto finanziato dalla Commissione Europea volto ad analizzare a livello scientifico i benefici che le AMP, se correttamente gestite, portano non solo agli ambienti naturali e ai loro abitanti, ma anche all’intera comunità di riferimento.

«Torre Guaceto è stata scelta come uno dei dieci casi di studio – ha raccontato la ricercatrice Daniela Russiche mostrano come le AMP possano portare benefici ai settori del turismo e della pesca locali, se gestite con una strategia innovativa e coinvolgendo pescatori e operatori turistici. La storia di Torre Guaceto dimostra come, anche in un contesto socioeconomico difficile e con finanziamenti pubblici limitati, un’AMP può portare al recupero degli ecosistemi, fornendo al contempo vantaggi economici. Infatti, le restrizioni nell’ambito della pesca ideate ed applicate dal Consorzio di Gestione di Torre Guaceto hanno permesso un aumento del numero e delle dimensioni dei pesci presenti nell’AMP, e, quindi, del reddito dei pescatori locali.

Mentre l’organizzazione di numerosi eventi culturali, gastronomici e sportivi e la gestione dei servizi per i fruitori – ha continuato Russihanno portato ad un aumento delle presenze turistiche, fornendo così nuove fonti di reddito ai ristoratori, albergatori e operatori del territorio. Inoltre, la stretta collaborazione tra l’ente di gestione, i pescatori e gli stakeholders dei settori agricolo e turistico hanno catalizzano sinergie delle quali beneficiano tutti gli ambiti coinvolti».

«Che dire – ha commentato il presidente del Consorzio di Gestione dell’Area Protetta, Corrado Tarantinopossiamo solo essere lieti della buona nuova ed orgogliosi. L’ente lavora sodo da anni per proteggere sempre al meglio questo gioiello naturalistico e far sì che i fruitori la apprezzino in modo profondo. Speriamo che la nostra dedizione ed i risultati che raggiungiamo quotidianamente possano essere esempio di quanto di buono si può fare quando si crede in una causa e ci si impegna per raggiungere gli obbiettivi di tutela e promozione».

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