Consisterà in un inedito e intenso omaggio alla musica dei Beatles, il secondo appuntamento della rassegna letteraria ostunese “Un’emozione chiamata libro”, giunta alla XXIII edizione.

La kermesse, organizzata dal Comune di Ostuni-Settore Cultura e Turismo, in collaborazione con il Forum della Società Civile, il Presidio del Libro di Ostuni, il Liceo Classico “A. Calamo” e La Bottega del Libro, si avvale quest’anno della direzione artistica di Luca Nolasco.

Dopo il primo appuntamento che ha visto protagonista Giulio Casale con il suo omaggio a Gaber, sabato 6 luglio, nella suggestiva cornice del Chiostro di San Francesco, alle ore 20.30, sarà Massimo Donà a presentare il suo libro “La filosofia dei Beatles”.

L’autore, docente di Filosofia presso l’Università San Raffaele di Milano, svelerà ai presenti un inedito ritratto del gruppo musicale di Liverpool- formato da John Lennon, Paul McCartney, Ringo Starr e George Harrison- che ha cambiato per sempre la storia della musica. E non solo.

I quattro ragazzi inglesi irruppero sulla scena musicale stantia degli anni Sessanta, inventando con la pura potenza dell’immaginazione un nuovo modo di fare musica. Ancora oggi le canzoni dei “4 favolosi” ragazzi di Liverpool sono la tangibile dimostrazione di un’istanza di cambiamento, innescata da un nuovo sguardo sul mondo, che non è stata disattesa.

Il libro di Massimo Donà, impreziosito da tavole dipinte dallo stesso autore, rappresenta un intrigante viaggio tra i testi, la musica, le provocazioni e le rivoluzioni innescate dai quattro leggendari musicisti di Liverpool. L’autore analizza alcuni testi dei Beatles partendo proprio dalle implicazioni filosofiche legate al percorso musicale dei quattro musicisti.

«L’idea di questo libro dedicato ai Beatles – ha dichiarato Massimo Donà in un’intervista- con il quale ho cercato di mostrare quale filosofia sia realmente sottesa alla straordinaria avventura disegnata nel giro di pochi anni dai Fab Four, ha a che fare con un’antica passione che viene dagli anni della mia adolescenza, nel1968 circa. Il fatto è che ogni grande espressione artistica – in questo caso musicale – porta con sé un grande pensiero. Un pensiero che viene tradotto in immagini o in suoni; ma che spetta proprio al filosofo far emergere e riconoscere tra le pieghe di un’opera che non sempre sa di essere impregnata di filosofia».

Per avere maggiori informazioni sulla rassegna o per contattare direttamente l’organizzazione, è possibile consultare la pagina Facebook ufficiale di “Un’emozione chiamata libro 2019”.Novità