È stato un incontro pubblico molto partecipato, quello che si è tenuto lo scorso giovedì 9 gennaio presso il Museo Diocesano di Ostuni, interamente incentrato su “La Via Francigena del Sud: pellegrinaggi e itinerari fra spiritualità, natura, cultura”. Organizzato dal Parco naturale regionale delle Dune Costiere, con il patrocinio di Regione Puglia, Provincia di Brindisi e dei Comuni di Ostuni e Fasano, l’incontro ha visto la partecipazione di Paolo Ponzio, coordinatore del Piano strategico della Cultura della Regione Puglia, che ha illustrato il lavoro svolto finora, utile alla certificazione del Consiglio d’Europa del tracciato della Via Francigena del Sud.

L’incontro è stato aperto dai saluti di Angela Milone, direttore del Parco Dune Costiere, del sindaco di Ostuni Guglielmo Cavallo, del vicepresidente della Provincia di Brindisi, Giuseppe Pace.

La Via Francigena del Sud, che va da Roma a Santa Maria di Leuca, attraversa il territorio brindisino e anche ostunese, interessando un’ampia area del Parco delle Dune costiere.

«Per il Parco l’augurio per il nuovo anno è nel perseguimento e nella realizzazione di nuovi traguardi, in particolare nell’ulteriore sviluppo della  strategia che lega tutela e rinnovamento  delle risorse naturalistiche e paesaggistiche alla valorizzazione delle  eccellenze culturali e storiche e alle attività economiche compatibili». Si apre così il messaggio inviato dal presidente del Parco delle Dune costiere Enzo Lavarra,  impossibilitato a partecipare all’incontro.

«A  questa visione – prosegue Lavarra – è organica  la scelta di aver tematizzato il nostro incontro con la Via Francigena. Orizzonte emblematico di passato e futuro. Un futuro che attualizza  e congiunge sentimento e motivazione  religiosi dei pellegrini con la meditazione su di sé  e la ricerca laica di un rapporto conciliato con la natura, che è crescente esigenza  del viandante contemporaneo che matura nella  lentezza del cammino.

 Confermo la collaborazione del Parco nel progetto della via Francigena, nel coinvolgere le comunità   dal basso, nella produzione e trasmissione della conoscenza nelle nostre scuole , nella promozione di incontri  della gioventù europea dei Paesi Francigeni. Nella informazione dei bandi regionali finalizzati alla traduzione del programma. Per far vivere questo tratto, già dotato di percorsi di trekking e ciclabili, segnaletica plurilingue e albergabici, come propulsore a sud  dell’intero itinerario».

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