È di 16 vittime, tra cui due bambini, ed almeno 600 feriti il bilancio, ancora provvisorio, della violenta scossa sismica che nella notte scorsa ha colpito l’Albania.

Stando a quanto riporta l’istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, sono le ore 3.54 di oggi, martedì 26 novembre, quando un terremoto di magnitudo 6.5 della scala Richter, con epicentro nei pressi di Durazzo a una profondità di 10 chilometri, si è abbattuto sull’area settentrionale dell’Albania, riverberandosi fino in Puglia.

Avvertita anche a Ostuni, la scossa di terremoto ha seminato il panico tra chi si è accorto del sisma in corso svegliandosi di soprassalto. In preda al terrore, in tantissimi si sono rivolti a vigili del fuoco, protezione civile e forze dell’ordine ed è immediatamente partito il tamtam sui social network.

La terra ha tremato per alcuni secondi non solo in Puglia, ma anche in Campania e Basilicata, dove la scossa è stata avvertita distintamente, soprattutto nelle zone collinari, ma fortunatamente non ha determinato danni a cose o persone.

A Durazzo, a Tirana e laddove la scossa è stata avvertita in tutta la sua violenza distruttiva, migliaia di cittadini si sono riversati in strada, lasciando le abitazioni per paura di nuove scosse, che si sono continuate a registrare fino a pochi minuti fa.

Come si evince dalle immagini che hanno da subito iniziato a girare online, i danni più ingenti si registrano a Durazzo, luogo dell’epicentro, dove si contano sei deceduti, trecento feriti e un numero non ancora definito di dispersi. Sono crollati interi palazzi e restano distrutte strade e piazze cittadine.

Più di qualche abitante del sud Italia è stato riportato con la memoria al terremoto avvenuto in Irpinia nel 1980, quando la scossa sismica fu di magnitudo 6.9, e al più recente terremoto dell’Aquila nel 2009, che registrò un’intensità di 6.3.

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