Giovedì 19 dicembre, Ostuni ospiterà una nuova tappa del percorso informativo e formativo dedicato alla Demenza di Alzheimer, nell’ambito dell’iniziativa “In autunno… l’Alzheimer”, progetto che mette al centro pazienti, famiglie e caregiver.
L’appuntamento si terrà presso la Chiesa dello Spirito Santo, sede congressuale dell’evento, con inizio alle ore 16.30. L’incontro rientra in un ciclo di appuntamenti itineranti finalizzati a promuovere conoscenza, consapevolezza e supporto concreto per chi vive quotidianamente la complessità della malattia di Alzheimer.
Ad aprire i lavori saranno i saluti istituzionali, affidati a don Maurizio Caliandro della Protobasilica di Ostuni, al sindaco Angelo Pomes, al direttore generale della ASL Brindisi Maurizio De Nuccio e a Giuseppe Pace, direttore del Distretto Socio Sanitario Fasano-Ostuni.
Il programma entrerà nel vivo alle 17.05 con l’intervento del prof. Antonello D’Attoma, neurologo e responsabile scientifico dell’iniziativa, dedicato ai primi segnali dell’Alzheimer, ai percorsi diagnostici e alle possibili cure. A seguire, il dottor Roberto Melpignano approfondirà il ruolo del medico di medicina generale, figura chiave nell’individuazione precoce della patologia.
Ampio spazio sarà riservato anche ai servizi territoriali e agli interventi riabilitativi, con i contributi di Annamaria Gioia e Herman Balestra, che illustreranno i diversi setting assistenziali a supporto dei pazienti e delle loro famiglie.
Alle 18.10 si tornerà sul tema della gestione delle criticità comportamentali, con un taglio pratico e operativo, ancora a cura del prof. D’Attoma. Seguirà un focus sugli aspetti legali, giuridici e medico-legali, con gli interventi dell’avvocata Stefania Palazzo e della dottoressa Silvana Albani, medico legale.
La discussione finale e le conclusioni sono previste per le 18.40.
A conclusione dell’incontro, alle 19.30, è previsto un momento di intrattenimento con il Concerto gospel di Natale, a cura dell’Associazione di volontariato “Riuniti per caso” di Martina Franca, diretta dalla prof.ssa Deborah Schiavone, come occasione di condivisione e sensibilizzazione attraverso la musica.
L’iniziativa si inserisce in un più ampio progetto di formazione e umanizzazione delle cure, ispirato a un approccio che considera l’Alzheimer non solo come patologia clinica, ma come esperienza che coinvolge profondamente l’intero nucleo familiare e la rete sociale di riferimento.






