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Febbraio 4 2026

Incidente mortale sulla Ostuni-Villanova, il gip frena l’archiviazione: “Verificare il ruolo di una buca sull’asfalto”

Incidente mortale sulla Ostuni-Villanova: il gip di Brindisi respinge l’archiviazione e ordina nuovi accertamenti su una buca nell’asfalto che potrebbe aver causato la morte di Maria Sisto, 23 anni

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Potrebbe essere stata una buca larga circa 60 centimetri sull’asfalto a innescare la manovra fatale costata la vita a Maria Sisto, 23 anni, di Ceglie Messapica. È questa una delle ipotesi che il gip del Tribunale di Brindisi, Vittorio Testi, ha ritenuto necessario approfondire, respingendo la richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura nell’ambito dell’inchiesta per omicidio stradale.

L’incidente risale alla mattina del 28 febbraio dello scorso anno, lungo la strada provinciale Ostuni-Villanova, in contrada Grisiglio.

Con la sua ordinanza, il giudice ha stabilito che l’inchiesta dovrà ora concentrarsi su chi fosse responsabile della manutenzione di quel tratto di strada e sull’eventuale mancata segnalazione del pericolo. L’indagine non riguarda più, dunque, la condotta del conducente dell’altro veicolo coinvolto, un 50enne di Ostuni, per il quale il procedimento sembra avviarsi verso l’archiviazione.

Decisiva, per la riapertura degli accertamenti, la richiesta dei familiari della giovane vittima, assistiti dall’avvocato Salvatore De Mitri, supportata da una consulenza tecnica redatta dagli ingegneri Luigina Quarta e Pietro Pallotti.

Secondo la ricostruzione, la Lancia Ypsilon guidata da Maria Sisto, mentre affrontava una curva a destra, avrebbe incontrato la buca lungo la traiettoria. L’auto avrebbe quindi invaso la corsia opposta, andando a schiantarsi contro un’Audi condotta dall’indagato.

Il consulente della Procura, l’ingegnere Maurizio Sagace, ha finora escluso responsabilità a carico dell’altro automobilista, attribuendo le cause dell’incidente a pneumatici usurati, all’asfalto umido e a una velocità superiore al limite di 70 km/h. Tuttavia, il gip ha ritenuto tali conclusioni non sufficienti senza una verifica approfondita dello stato della strada.

Il giudice ha concesso tre mesi di tempo per nuovi accertamenti tecnici, ponendo due quesiti chiave:

  • l’effettiva presenza dell’insidia stradale nel punto dell’incidente;

  • la sua incidenza causale o concausale nella perdita di controllo del veicolo.

In caso di riscontro positivo, il consulente dovrà anche stabilire se la buca fosse adeguatamente segnalata, al fine di valutare eventuali responsabilità di chi aveva l’obbligo di garantire la sicurezza e la manutenzione del tratto stradale.

Maria Sisto era diretta a Bari, dove avrebbe dovuto frequentare un corso di oreficeria. Dopo il violento impatto, sul posto intervennero i carabinieri di Ostuni, le ambulanze del 118 e i vigili del fuoco, che estrassero il corpo senza vita della giovane dalle lamiere.

Il conducente dell’Audi fu ricoverato in Rianimazione, mentre il passeggero riportò ferite meno gravi. I veicoli furono sequestrati su disposizione della Procura di Brindisi, che avviò il procedimento penale per fare piena luce sull’accaduto.

Le analisi sulla dinamica dell’incidente, già effettuate, dovranno ora essere integrate alla luce del contraddittorio tra i consulenti della Procura, della famiglia e della difesa.
Un passaggio decisivo per accertare se quella buca sull’asfalto abbia avuto un ruolo determinante nella tragedia che ha sconvolto due comunità.

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