A Ceglie Messapica i finanzieri hanno scoperto un’officina meccanica operante in forma del tutto abusiva. L’attività — sprovvista di partita IVA e non iscritta al Registro delle imprese né all’Albo delle imprese artigiane — è stata immediatamente sottoposta a sequestro.
All’interno dell’officina sono stati rinvenuti 32 veicoli in riparazione al momento del controllo.
Oltre ai mezzi, i militari hanno sequestrato attrezzature complete: ponti sollevatori, banchi da lavoro, strumenti meccanici, pezzi di ricambio — nuovi e usati — oltre a computer e dispositivi per diagnosi.
L’operazione è stata motivata dalla constatazione dell’assenza di ogni autorizzazione legale o fiscale: l’officina non risultava iscritta nei registri ufficiali necessari per svolgere riparazioni di auto e moto.
Anche i proprietari delle auto in riparazione rischiano sanzioni: l’attività non autorizzata espone a contestazioni amministrative e fiscali, e le rispettive auto potrebbero subire sequestri.
Il caso si inserisce in un contesto più vasto: negli ultimi mesi in Puglia e altrove le forze dell’ordine hanno intensificato i controlli contro officine e carrozzerie abusive. Spesso tali attività sono associate a smaltimento illecito di rifiuti (oli esausti, fluidi motore, materiali meccanici), con grave impatto ambientale.
Un recente episodio a Torre Santa Susanna, con sigilli rinnovati a un capannone abusivo dopo che l’attività era ripartita nonostante il precedente sequestro, evidenzia la persistenza di questo fenomeno.





