Il Tribunale del Riesame di Brindisi ha confermato il sequestro preventivo di 325mila euro, respingendo la richiesta di revoca per Gianvito D’Aversa, 33 anni, ex manager di una RSA di Ostuni, indagato per aver raggirato due donne in condizioni di fragilità—una vedova ultra‑novantenne e la figlia nubile.
D’Aversa, ora ai domiciliari, è accusato di numerosi reati, tra cui circonvenzione di incapace, appropriazione indebita, riciclaggio, furto e omissione d’atti d’ufficio. Secondo l’accusa, nel 2020 avrebbe ottenuto la procura generale delle vittime, gestito il loro trasferimento nella RSA e successivamente acquisito la nuda proprietà di un immobile e una cifra ingente di denaro.
L’inchiesta, avviata dai finanzieri e dalla polizia di Ostuni su impulso della Procura, è partita da esposti presentati da D’Aversa stesso nei confronti dei parenti delle due donne, poi archiviati. Durante l’interrogatorio, lo scorso 4 marzo, D’Aversa non avrebbe saputo fornire spiegazioni ritenute sufficienti per revocare la misura cautelare.
Il processo seguirà il suo corso: si attendono audizioni di testimoni e approfondimenti, nel rispetto del principio di presunzione d’innocenza. La prima udienza è fissata per il 15 ottobre prossimo.





