Nella notte tra il silenzio e il mare, sulla costa di Ostuni, si è consumato un miracolo antico: una tartaruga caretta caretta è tornata a riva per deporre le sue uova. Un momento intimo e solenne che il Circolo Legambiente Ostuni APS ha scelto di condividere con parole cariche di poesia, in un post Facebook, per ricordare quanto sia fragile – e preziosa – la bellezza della natura.
“Sotto la luce argentea della luna, le onde si piegano dolcemente sulla sabbia, come mani che accarezzano una memoria...”
Inizia così un racconto che non è solo una cronaca naturalistica, ma una vera e propria preghiera civile. La tartaruga, stanca ma guidata da un istinto primordiale, sfida mari ostili e coste compromesse per tornare nel luogo dove è nata. Ogni suo gesto – scavare la buca, deporre le uova, coprirle con la sabbia – è descritto con delicatezza, ma anche con una certa urgenza.
Intorno a lei, cartelli, rumori, minacce di “valorizzazioni” turistiche che rischiano di distruggere l’habitat naturale. È questo il grido d’allarme di Legambiente: salvaguardare le spiagge libere e il diritto della natura a esistere senza compromessi.
Il post si chiude con una potente immagine simbolica: la tartaruga che, senza applausi, torna in mare. Dietro di sé, nella sabbia, lascia il futuro. Un futuro incerto, che dipende da noi.
Questa testimonianza, semplice ma profonda, è un invito a fermarsi, ad ascoltare il mare, e a riconsiderare le priorità dello sviluppo costiero. Perché, come scrive Legambiente, “cosa vale più del battito di un cuore antico che torna a casa per dare vita?”
Il post sta commuovendo tanti utenti della rete, toccando le corde più profonde di chi ama Ostuni non solo per il suo fascino turistico, ma anche per la sua anima selvaggia e autentica. Un’anima che non può essere recintata.





