Il progetto del resort extra lusso Four Seasons, previsto in contrada Mogale sulla costa di Ostuni, approda al Tribunale Amministrativo Regionale. Il Libero Comitato per la salvaguardia della Costa di Ostuni, insieme a Legambiente nazionale, Italia Nostra nazionale e Geos Ostuni, ha infatti presentato ricorso al TAR contro la concessione della ZES Unica richiesta dalla Merletto srl, società proponente dell’intervento.
Secondo il Comitato, la richiesta di accesso alla misura ZES rappresenterebbe un tentativo di superare ostacoli amministrativi e giuridici che da anni bloccano l’iniziativa. “Cambiano gli attori coinvolti, ma il prodotto non cambia”, sottolineano i promotori del ricorso, riferendosi al legame tra Merletto srl, il marchio Four Seasons e l’area di Mogale.
Nel ricorso viene ricostruita la lunga fase di stallo del progetto, dovuta a criticità procedurali e a pareri istituzionali sfavorevoli. In questo contesto, l’accesso alla ZES Unica viene definito dal Comitato come “una soluzione fuori luogo e fuori contesto normativo”, individuata per tentare di riattivare un intervento che, allo stato attuale, non avrebbe i requisiti per procedere.
In primo luogo, viene chiarito che “la ZES è uno strumento pensato per favorire produzioni industriali e progetti capaci di incentivare l’economia attraverso semplificazioni e facilitazioni”. Al contrario, “non è stata concepita per aggirare procedure e autorizzazioni previste dalle leggi ordinarie”, soprattutto quando si parla di una variante a un piano di lottizzazione urbanistica, atto che risulta indispensabile per l’avvio dei lavori. Su questo punto il Comitato precisa che “la variante urbanistica è di esclusiva competenza della Pubblica Amministrazione di Ostuni” e che l’eventuale utilizzo della ZES “sposterebbe il baricentro delle decisioni fuori dalle competenze territoriali ostunesi e pugliesi”, un passaggio ritenuto “inammissibile sotto il profilo legislativo e del buon senso”.
Un ulteriore elemento riguarda i limiti stessi della ZES Unica: “la ZES può pronunciarsi su progetti, ma non ha alcuna competenza in materia di lottizzazioni urbanistiche”.
Nel ricorso vengono inoltre richiamati i pareri sfavorevoli già espressi sul resort di Mogale. In particolare, il 7 maggio 2025 la Soprintendenza, organo del Ministero della Cultura, “si è espressa in maniera puntuale e motivata contro il progetto, negando il proprio consenso”.
A ciò si aggiunge il parere negativo della Regione Puglia – Dipartimento Agricoltura, Sviluppo Rurale ed Ambientale, poiché l’area interessata dall’intervento ricade nella zona di protezione faunistica “Oasi Villanova – Punta Penna Grossa”.
Il Libero Comitato fa sapere che “tutta la documentazione citata è a disposizione di chiunque ne faccia richiesta”.
Il Comitato evidenzia anche l’aspetto organizzativo e finanziario dell’azione legale. “Il ricorso al TAR è stato possibile grazie al lavoro pro bono di avvocati, architetti urbanisti, archeologi, agronomi ed esperti in materia ambientale”, spiegano i promotori.
Le spese legali e amministrative vengono sostenute attraverso “l’autotassazione degli aderenti al Comitato e delle associazioni amiche”. Per chi volesse contribuire, è attiva una campagna di raccolta fondi su GoFundMe al seguente link: https://gofund.me/4b05a82c6.





