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Ostuni
Ottobre 19 2024

Ospedale di Ostuni – Presidio Covid, i cittadini della zona: «Istituzioni spieghino il perché di questa scelta»

I residenti del quartiere, attraverso una nota della Prof. Colacicco Menna, esprimono dubbi e timori sulla conversione dell'ospedale di Ostuni in presidio Covid

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Maria Colacicco Menna, professoressa in pensione, intellettuale e autrice di numerose opere letterarie, residente nelle immediate vicinanze dell’ospedale di Ostuni, ha diffuso, a nome degli abitanti della zona, una nota in cui vengono esposti dubbi e timori in merito alla conversione del nosocomio in presidio ospedaliero Covid.

«In riferimento al Piano di riorganizzazione ospedaliera anti-COVID varato dalla Regione Puglia con cui l’Ospedale di Ostuni è stato individuato quale ospedale COVID – scrive Maria Colacicco Mennaavendo raccolto il malcontento del quartiere di prossimità dell’Ospedale di Ostuni e di buona parte della popolazione comunale, rappresenta quanto segue.

Secondo il Piano di riorganizzazione ospedaliera di agosto sembrerebbe che la scelta dei nuovi Presidi da attrezzare a centri Covid sia ricaduta su Ospedali ubicati quanto più possibile lontani dal centro abitato. È così per Martina, Castellaneta, Galatina, Copertino, Francavilla, Corato e Molfetta. È così per tutti i nuovi Ospedali Covid, tranne che per Ostuni.

Data l’ubicazione dell’Ospedale, la scrivente, facendosi anche portavoce dei residenti nel raggio di prossimità dello stesso, ha più volte rappresentato per le vie brevi all’amministrazione locale i dubbi e i timori circa la collocazione del Presidio Covid in pieno centro cittadino.

Come ormai noto, il Covid è una malattia altamente infettiva il cui virus resta attivo anche per diverso tempo nell’aria causando catene di contagi. Per questo vengono vietati assembramenti e vengono adottate tutte le cautele possibili per contenerne la diffusione e la propagabilità.

Ma destinare il nostro presidio ospedaliero, ubicato in pieno agglomerato urbano, non potrebbe ancor più alimentare la diffusione del contagio con l’andirivieni di persone e ambulanze, con la necessità di aerazione dei locali ospedalieri, con conseguente dispersione del virus nell’aria? Non sarebbe forse più opportuno, logico e sicuro destinare per questa emergenza altre strutture di proprietà del comune situate più in periferia?

Siamo tutti molto preoccupati e chiediamo a Sindaco, ASL di Brindisi, Regione e Presidente della Repubblica, quantomeno, di darci conto di una scelta a nostro avviso temeraria e per nulla garantista della tutela della salute della popolazione locale».

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