spot_imgspot_imgspot_img
8.9 C
Ostuni
Gennaio 27 2026

Parco delle Dune Costiere fermo da anni: la CIA Due Mari denuncia l’inerzia dell’ente

CIA Due Mari accusa il Parco delle Dune Costiere di immobilismo e chiede a Provincia di Brindisi e Comuni di Ostuni e Fasano il rinnovo degli organi direttivi

- Advertisement -

La CIA Agricoltori Italiani Due Mari torna a puntare il dito contro l’inerzia del Parco naturale regionale delle Dune costiere da Torre Canne a Torre San Leonardo, denunciando una situazione di stallo che dura ormai da anni. Una nota ufficiale è stata inviata alla Provincia di Brindisi e ai Ostuni e Fasano, enti che compongono l’assemblea consortile del Parco.

Secondo la CIA Due Mari, l’attenzione dell’ente Parco verso il comparto agricolo sarebbe praticamente assente, soprattutto se paragonata al lavoro di valorizzazione svolto dalla sua istituzione fino al 2020. Un immobilismo che pesa su un’area protetta di circa 1.100 ettari, per il 90% costituita da territorio agricolo, caratterizzata dalla presenza di centinaia di aziende, masserie, agriturismi, ulivi plurisecolari e insediamenti rupestri.

Negli anni passati il Parco era stato un punto di riferimento per la promozione delle produzioni agricole sostenibili e per il coinvolgimento diretto degli agricoltori e delle associazioni di categoria. Oggi, invece, quegli eventi e quei percorsi di condivisione risultano solo un ricordo lontano.

Stessa sorte per la Consulta del Parco, organismo composto da enti e associazioni del territorio, istituito nell’ottobre 2016 e attivo solo nei primi anni di funzionamento. Anche sul piano della trasparenza, la situazione appare critica: la pubblicazione degli atti ufficiali sul sito del Parco risulta ferma al 2021, rendendo di fatto impossibile conoscere l’attività svolta dagli organi di governo negli ultimi anni.

Particolarmente dura la posizione della CIA sul fronte agricolo: dal 2021 ad oggi, secondo l’organizzazione, non sarebbero state avviate iniziative concrete a sostegno del settore. Unica eccezione, l’attenzione rivolta a progetti legati alla Xylella, peraltro localizzati in altre province, che hanno generato polemiche senza produrre benefici diretti per il territorio del Parco.

A complicare ulteriormente il quadro, il fatto che da mesi gli organi esecutivi del Parco risultino scaduti, senza che sia stato avviato il percorso per il loro rinnovo. Una condizione di paralisi che, secondo la CIA Due Mari, non può più essere tollerata.

Da qui l’appello alla Provincia di Brindisi e ai Comuni di Ostuni e Fasano affinché “battano un colpo”, procedendo senza ulteriori ritardi al rinnovo degli organi direttivi e rilanciando l’azione dell’ente in una chiave nuova, capace di restituire centralità al territorio e al mondo agricolo che ne è parte integrante.

Ricevi tutte le ultime notizie

Prova il nuovo canale Telegram gratuito di Ostuni News

- Advertisment -
- Advertisment -spot_img