Ancora un episodio di truffa del finto carabiniere in provincia di Brindisi. Questa volta il raggiro si è verificato a Ostuni, nel cuore del centro cittadino, nei pressi di piazza della Libertà. Vittime un dentista e la moglie, ai quali sono stati sottratti circa mille euro in contanti.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la donna è riuscita a mettere in salvo alcuni gioielli in oro che uno dei malviventi stava tentando di portare via, prima di darsi alla fuga con la complicità verosimilmente di un secondo uomo.
La truffa è iniziata con una telefonata al numero fisso dell’abitazione. Dall’altra parte della cornetta, un uomo si è spacciato per un carabiniere, sostenendo che fosse necessario effettuare dei controlli su alcuni gioielli presenti in casa, in quanto presunto bottino di una rapina avvenuta in passato a Carovigno. Nessun riferimento, dunque, al classico “falso incidente”, ma una strategia diversa, studiata per mettere sotto pressione le vittime.
Il falso militare ha annunciato l’imminente arrivo in casa di un presunto “maresciallo dei carabinieri” per un sopralluogo, invitando la donna a preparare gli oggetti in oro per i controlli. Contestualmente, al marito è stato intimato di recarsi in caserma per ulteriori verifiche. Spaventata dalle possibili conseguenze, la coppia ha inizialmente assecondato le richieste, con il dentista che si è messo in auto per raggiungere la caserma.
Poco dopo, uno dei truffatori ha raggiunto l’abitazione. Tuttavia, la donna ha iniziato a insospettirsi, costringendo il malvivente ad agire in fretta: è riuscito a impossessarsi solo del denaro contante e di pochi altri oggetti, prima di fuggire a piedi. La vittima ha quindi iniziato a chiedere aiuto alle persone presenti in zona.
Non si esclude che, a breve distanza, fosse parcheggiata l’auto del complice, lo stesso uomo che aveva effettuato le telefonate. Le indagini sono condotte dagli agenti del Commissariato di Ostuni, coordinati dal vicequestore Vincenzo Alfano. Determinanti potrebbero rivelarsi le immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona, che potrebbero aver ripreso l’arrivo e la fuga dei due truffatori.
La Procura di Brindisi dovrà inoltre verificare eventuali collegamenti con altri episodi simili avvenuti recentemente sul territorio provinciale. A differenza di molti casi analoghi, le vittime non erano anziani soli, ma professionisti, a conferma di come questo tipo di truffe possa colpire chiunque.
Solo poche settimane fa, la Squadra Mobile della Questura di Brindisi aveva arrestato un giovane originario della Campania, accusato di una truffa ai danni di un’anziana disabile nel capoluogo. Nelle stesse ore, la Guardia di Finanza di Padova ha smantellato un’associazione a delinquere attiva su scala nazionale, specializzata in estorsioni e truffe a donne anziane, con successivo riciclaggio dei proventi in beni di lusso.
Le forze dell’ordine rinnovano l’invito a diffidare di telefonate sospette e a contattare immediatamente il 112 in caso di richieste anomale o pressioni psicologiche.





