La ricerca scientifica indipendente continua a produrre dati sul disseccamento rapido degli ulivi in Puglia, mettendo sempre più in discussione la narrazione dominante che attribuisce il fenomeno esclusivamente al batterio Xylella fastidiosa.
Secondo il Comitato Ulivivo, “ignorare le reali cause di una malattia significa adottare strategie errate, con conseguenze devastanti sul patrimonio olivicolo, ambientale ed economico della Puglia”. Al centro della questione vi è l’assenza di un serio approccio epidemiologico, l’unico strumento in grado di stabilire un nesso causale tra un patogeno e una malattia.
Nonostante la disponibilità di un’enorme quantità di dati ufficiali raccolti negli anni dal sistema di monitoraggio della Regione Puglia, tali informazioni non sarebbero mai state utilizzate in modo determinante dalle autorità competenti. Una base dati di questa portata, sottolinea Ulivivo, “sarebbe più che sufficiente, in qualsiasi altro ambito scientifico, per trarre conclusioni perfettamente aderenti alla realtà”.
L’ennesima conferma arriva da una recente pubblicazione del ricercatore del CREA Marco Scortichini sulla rivista scientifica internazionale Agriculture. I risultati sono definiti inequivocabili: il disseccamento rapido degli ulivi in Puglia non è attribuibile al batterio Xylella fastidiosa.
Il dato più rilevante riguarda il periodo 2016–2022, durante il quale la percentuale di ulivi disseccati risultati positivi alla Xylella è crollata da meno del 23% a poco più del 3%. In epidemiologia, una correlazione così bassa esclude un rapporto di causa-effetto. Come afferma Ulivivo, “in epidemiologia, una correlazione così bassa esclude un nesso causale tra il batterio e la patologia osservata”.
Questi numeri mettono seriamente in discussione le strategie finora adottate, basate su abbattimenti, zone delimitate e misure emergenziali. “Che senso ha continuare a impostare un’intera strategia di gestione su un presupposto scientificamente smentito?” si chiede il Comitato.
Una possibile risposta, secondo Ulivivo, emerge dagli atti della Polizia Giudiziaria che ha indagato per conto della Procura di Bari su quello che viene definito “un enorme raggiro ai danni delle popolazioni pugliesi”. In tali documenti si legge che, qualora si dimostrasse che la Xylella non è il primo agente causale del disseccamento, “tutta la politica di gestione della batteriosi salterebbe immediatamente”.
Parole gravi che oggi trovano riscontro in numerose pubblicazioni scientifiche peer-reviewed, le quali indicano cause complesse e multifattoriali del disseccamento: fattori agronomici, ambientali e gestionali, non riconducibili esclusivamente alla Xylella.
Per il Comitato Ulivivo, “continuare a ignorare questi dati significa distruggere il patrimonio olivicolo pugliese, perpetuare una strategia fallimentare e tradire agricoltori e cittadini”. La scienza, con rigore e chiarezza, ha parlato. Ora, conclude Ulivivo, “tocca alla politica, ai media, alle istituzioni e alla magistratura assumersi la responsabilità delle loro future decisioni davanti a cittadini consapevoli”.





