Le forze politiche della coalizione a sostegno di Angelo Pomes, Partito Democratico di Ostuni, Insieme per Pomes, Ostuni è viva, Prossima, Consenso Civico, diffondono una nota attraverso cui esprimono delusione per il ritorno ai fuochi d’artificio tradizionali in occasione della festa di Sant’Oronzo e chiedono che venga considerata la scelta di ripetere lo spettacolo a basso impatto acustico, andato in scena pet la prima volta lo scorso anno.
“Per la Festa di Sant’Oronzo 2026, Ostuni tornerà ai fuochi d’artificio tradizionali, abbandonando dopo una sola edizione l’esperienza dei fuochi barocchi a ridotto impatto acustico.
Lo scorso anno avevamo voluto sperimentare una formula nuova: uno spettacolo capace di conservare la magia e la suggestione della tradizione attraverso fuochi, luci, musica e scenografie, ma riducendo fortemente l’impatto acustico e prestando maggiore attenzione al benessere degli animali e alla qualità della vita delle persone. Fu una scelta innovativa, certamente perfettibile, ma che ebbe un successo e una risonanza straordinari, ben oltre i confini della nostra città.
I video dello spettacolo diffusi sui social hanno raggiunto milioni di visualizzazioni, portando le immagini di Ostuni in tutto il mondo e offrendo alla città una visibilità enorme. Non era stato soltanto uno spettacolo pirotecnico: era diventato anche un modo nuovo e contemporaneo di raccontare Ostuni e la sua Festa Patronale.
Proprio partendo dall’esperienza della prima edizione, avevamo già cominciato a lavorare alla seconda, immaginando uno spettacolo ancora più bello e intervenendo su tutti quegli aspetti che avevano mostrato alcune criticità: sicurezza, fruizione degli spazi e percezione complessiva dello spettacolo.
Oggi, invece, apprendiamo che si è scelto di tornare ai fuochi tradizionali.
Ci chiediamo perché si debba interrompere dopo appena un anno un percorso che aveva provato a coniugare tradizione, innovazione, promozione della città e sensibilità verso il benessere animale.
La tradizione non si difende necessariamente facendo più rumore. Può essere custodita anche facendola evolvere, soprattutto quando esistono soluzioni capaci di mantenerne intatta la spettacolarità riducendone gli effetti negativi.
Chi vive con animali domestici conosce bene il disagio e la paura provocati dai forti boati. E una città turistica come Ostuni può e deve continuare a sperimentare forme di spettacolo innovative, capaci di essere allo stesso tempo emozionanti, riconoscibili e rispettose.
Per questo chiediamo alla Commissaria prefettizia di riconsiderare la scelta e di verificare la possibilità di prevedere anche per il 2026 uno spettacolo pirotecnico a ridotto impatto acustico, facendo tesoro dell’esperienza dello scorso anno e migliorandola ulteriormente.
I numeri di visualizzazioni sui social ci hanno dimostrato che quella scelta aveva suscitato curiosità, attenzione e interesse. Abbandonarla senza nemmeno provare a farla crescere sarebbe un’occasione persa.
La Festa del nostro Santo Patrono appartiene a tutta la città. E deve essere, davvero, una festa di tutti”.




