Il caso White Ostuni entra in una nuova fase. Il Tar della Puglia, sezione di Lecce, ha disposto accertamenti sull’area di Monticelli, a Marina di Ostuni, dove è previsto l’ampliamento della struttura turistica della società White Ostuni srl.
La decisione è contenuta nell’ordinanza emessa dopo la camera di consiglio del 24 giugno 2026, nell’ambito del ricorso promosso da Italia Nostra e dal Libero Comitato per la salvaguardia della costa e del mare di Ostuni contro l’Autorizzazione unica Zes, rilasciata il 17 dicembre 2025 dalla Struttura di missione Zes.
I giudici amministrativi non hanno disposto lo stop complessivo dell’intervento, ma hanno accolto l’istanza cautelare nella parte relativa alla tutela dello stato dei luoghi. Il Tribunale ha quindi affidato al Comando di Polizia municipale di Ostuni il compito di effettuare un sopralluogo nell’area interessata dal progetto.
La verifica dovrà essere eseguita entro dieci giorni dalla comunicazione dell’ordinanza. Successivamente, entro venti giorni, dovrà essere depositata al Tar una relazione corredata da documentazione fotografica.
Al centro dell’attenzione ci sono le condizioni ambientali dell’area. Nell’ordinanza, il Tar rileva che le opere previste dal progetto, definite “necessariamente amovibili e precarie”, risultano già in larga parte realizzate. Per questo, rispetto alle strutture, non viene ravvisato un pericolo imminente tale da giustificare una sospensione più ampia.
Diverso è il profilo relativo alle modifiche denunciate dalle associazioni ricorrenti. Nel ricorso vengono segnalati presunti interventi su parti boschive e arbustive, sulla vegetazione tipica della macchia mediterranea e l’asserita copertura dell’area con sabbia. Proprio su questi aspetti il Tribunale ha ritenuto necessario un approfondimento, con l’obiettivo di evitare ulteriori interventi e possibili danni irreversibili al contesto ambientale.
La partita giudiziaria resta quindi aperta. Il Tar ha fissato l’udienza pubblica per la trattazione del merito all’11 novembre 2026, ritenendo che le questioni sollevate richiedano una valutazione più approfondita.
Soddisfazione prudente è stata espressa dalle associazioni ambientaliste. I promotori del ricorso sottolineano l’importanza degli accertamenti disposti dal Tribunale e il fatto che il merito della vicenda sarà affrontato in tempi definiti. Per Italia Nostra e per il Comitato per la salvaguardia della costa, il sopralluogo rappresenta un passaggio decisivo per verificare lo stato effettivo dell’area e la tutela dell’habitat.
Di segno diverso la posizione della società White Ostuni srl, che in una nota evidenzia come il Tar abbia respinto la richiesta di rimozione e sospensione delle strutture già realizzate. Secondo la società, le installazioni restano “pienamente operative” e la stagione estiva può proseguire, con la salvaguardia dei posti di lavoro e dell’indotto economico collegato all’attività.
Il White afferma inoltre di accogliere con serenità il sopralluogo disposto dal Tribunale, sostenendo che gli accertamenti confermeranno il rispetto dello stato dei luoghi e dell’habitat dell’area interessata. La società ribadisce infine il proprio impegno per la tutela ambientale del contesto.
Il procedimento sul White Ostuni Beach Club proseguirà dunque su due binari: da un lato le verifiche tecniche affidate alla Polizia municipale, dall’altro il giudizio di merito fissato per novembre. Al centro resta il tema del rapporto tra sviluppo turistico, procedure autorizzative e tutela della costa ostunese.




