Nella città di Ostuni emerge una questione destinata a far discutere istituzioni e cittadini. Una lettera aperta indirizzata al sindaco e all’amministrazione comunale riporta all’attenzione pubblica una notizia di rilevanza internazionale: le accuse di abusi sessuali su minori legate alla figura di Hermann Gmeiner, fondatore di SOS Villaggi dei Bambini.
Il tema centrale riguarda la titolazione della “Strada dei Colli”, attualmente dedicata a Gmeiner, e la richiesta di una sua immediata revisione.
«Caro Sindaco Pomes, Cara Asseditrice Greco – scrive il Prof. Pierangelo Buongiorno, già assessore alla Cultura del Comune di Ostuni – mi rivolgo a Voi – e attraverso di Voi a tutti i componenti della Giunta e alle forze di maggioranza e opposizione presenti in Consiglio – per richiamare la attenzione di Voi tutti su una notizia di gravità inaudita, che ha avuto risonanza a livello internazionale, ma che mi pare purtroppo essere passata del tutto inosservata tanto nella nostra realtà cittadina, quanto nel dibattito politico con il quale, negli ultimi mesi, avete ravvivato la nostra città.
Da ormai sei mesi a questa parte, la fondazione SOS Children’s Village ha denunciato – anche con una netta presa di posizione del suo nuovo Presidente del Consiglio Internazionale, il nostro concittadino Mimmo Parisi – almeno otto casi di abusi documentati, perpetrati ai danni di minori da parte del filantropo austriaco, Dr. Hermann Gmeiner, fra gli anni ’50 e gli anni ’80 (Gmeiner, come è noto, è morto nel 1986). Una rapida consultazione del sito della fondazione SOS potrà chiarire tutti i dettagli.
A Hermann Gmeiner è intitolata, in Ostuni, la nota Strada dei Colli. Credo che sia opportuno da parte vostra discutere della questione nelle assiste tutte e adottare altresì tutte le iniziative necessarie per giungere a una immediata rimozione di questa titolatura, che oggi oramai si rivela vergognosa, e al ripristino della più antica e semplice onomastica di “Strada dei Colli”.
Non si tratta di ‘cancel culture’, ma di civiltà. E, soprattutto, di rispetto per il dolore delle vittime. La fondazione SOS si è espressa, con grande senso di opportunità, nei termini di imparare ad «affrontare le verità scomode per rafforzare l’impegno per la responsabilità e la cura».
Credo che questa sia una importante lezione, e che Voi, attraverso le cariche e le funzioni che vi sono state pro tempore affidate dalla cittadinanza, possiate fare un gesto concreto per dare a tale lezione la necessaria eco.
Rimuovete, dunque, quel nome e fatelo senza indugio! È un atto dovuto, nei confronti di chi ancora soffre».
La richiesta avanzata nella lettera si inserisce in un dibattito più ampio che coinvolge molte città: quello sulla revisione della toponomastica alla luce di nuove informazioni storiche o morali. In questo caso, la questione assume un peso particolare per la gravità delle accuse e per il coinvolgimento diretto di una realtà internazionale come SOS Villaggi dei Bambini.
Il riferimento anche a Mimmo Parisi, attuale presidente del consiglio internazionale dell’organizzazione, che ha preso ufficialmente le distanze dalla figura di Gmeiner e condannato aspramente la sua condotta, rafforza il legame tra la vicenda globale e il contesto locale.
Spetterà ora all’amministrazione comunale di Ostuni decidere se avviare un confronto istituzionale sulla questione e valutare un eventuale cambio di denominazione della strada. La decisione potrebbe avere un forte impatto simbolico e contribuire a definire la posizione della città su temi delicati come memoria, responsabilità e rispetto delle vittime.
La lettera rappresenta un appello diretto e deciso, che pone le istituzioni di fronte a una scelta non solo amministrativa, ma anche etica. Il tema è destinato a rimanere al centro del dibattito pubblico nelle prossime settimane, sollevando interrogativi importanti sul rapporto tra storia, memoria e valori condivisi.





