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Aprile 14 2026

Caso Calvario a Ostuni: la Soprintendenza ordina lo smontaggio delle tele. L’attacco del centrodestra

A Ostuni scoppia il caso Calvario: la Soprintendenza contesta i lavori e impone lo smontaggio delle tele. Dura presa di posizione del centrodestra che chiede dimissioni

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Si accende il dibattito a Ostuni sul recente intervento di restauro del Calvario. A pochi giorni dall’inaugurazione, la Soprintendenza ai Beni culturali ha disposto lo smontaggio delle tele installate, ritenute non conformi alle prescrizioni normative.

Secondo quanto emerso, le opere – appena restaurate e collocate su supporti fissati alle superfici già decorate – dovranno essere rimosse perché non rispettano le indicazioni impartite dall’ente di tutela. La decisione ha aperto un vero e proprio caso politico e istituzionale.

Nel dettaglio, la Soprintendenza avrebbe evidenziato un “notevole impatto visivo” e uno “stravolgimento del sito”, causati dall’introduzione di elementi e materiali non coerenti con il contesto storico-architettonico.

Tra i punti critici segnalati:

  • l’alterazione dell’aspetto originario del Calvario
  • l’uso di supporti invasivi sulle superfici murarie
  • il rischio di danni alle pitture restaurate
  • il mancato rispetto delle indicazioni precedentemente concordate

Inoltre, secondo quanto riportato, alcune soluzioni adottate non sarebbero state comunicate preventivamente alla stessa Soprintendenza.

La vicenda assume contorni ancora più controversi considerando che il sito era stato inaugurato ufficialmente lo scorso 30 marzo, con una cerimonia partecipata da importanti rappresentanti istituzionali, come il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro.

Un’inaugurazione che, alla luce delle contestazioni, solleva interrogativi sulla gestione dell’intero iter amministrativo e tecnico.

Durissima la presa di posizione dei partiti e movimenti di centrodestra all’opposizione, che esprimono “forte preoccupazione e delusione” per quanto accaduto.

I partiti ed i movimenti del centro destra  esprimono forte  preoccupazione e delusione con riferimento alla vicenda relativa agli interventi di restauro del Calvario,  anche alla luce di quanto pubblicato dalla stampa. La Soprintendenza ha contestato i lavori, evidenziando la non conformità alla normativa vigente, circostanza questa che solleva nuovi  pesanti interrogativi circa il modo di gestire il settore delle opere pubbliche.

La vicenda assume tratti ancora   più paradossali se si considera che, nonostante le evidenti criticità, l’inaugurazione del monumento restaurato sia avvenuta  in pompa magna, alla presenza del Prefetto e del presidente della Regione nonché del Vescovo, senza il dovuto rispetto per le procedure e le normative in materia di tutela del patrimonio storico. Questo modus operandi,  più finalizzato alla propaganda che alla corretta gestione della cosa pubblica, fa trasparire la totale mancanza di coordinamento tra governo locale  ed autorità competenti in materia di tutela del nostro patrimonio storico culturale.

In un momento in cui la città ha bisogno di un’amministrazione che lavori con trasparenza, competenza e rispetto delle regole, la vicenda del Calvario dimostra l’esatto contrario. È impensabile che lavori pubblici così importanti  possano essere gestiti con superficialità, senza il necessario dialogo con la Soprintendenza e con altre istituzioni coinvolte nella protezione dei beni culturali.

Pertanto, chiedono, con fermezza, le dimissioni dell’assessore ai lavori pubblici per manifesta incapacità. Dopo i già noti casi della Torre di Villanova, del dragaggio del Porto, del progetto per Corso Mazzini, dei lavori a Palazzo della Corte,  anche  questo progetto certifica la totale inadeguatezza della sua attività amministrativa.
Ostuni merita un’amministrazione che agisca con responsabilità, rispetto, competenza  e serietà, non con improvvisazione e superficialità“.

La vicenda del Calvario rischia ora di trasformarsi in un caso politico. Intanto, resta da capire quali saranno le prossime mosse dell’amministrazione comunale e se si procederà rapidamente allo smontaggio delle strutture contestate.

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