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Ostuni
Aprile 22 2026

Ostuni, progetto resort di lusso con golf nel Parco delle Dune Costiere: dubbi e polemiche

A Ostuni un progetto da 7 milioni per un resort con campo da golf nel Parco delle Dune Costiere solleva interrogativi su ambiente, urbanistica e diritti

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Un nuovo progetto turistico di fascia alta potrebbe cambiare il volto delle campagne di Ostuni. Si tratta della possibile realizzazione di un resort a cinque stelle con campo da golf a 18 buche in un’area di oltre 140 ettari, compresa tra Torre Bianca, Fiume Morello e Difesa di Malta, all’interno del Parco naturale regionale Dune Costiere.

L’iniziativa nasce da un contratto preliminare siglato tra la famiglia Tatò, proprietaria dei terreni, e un imprenditore immobiliare romano interessato a sviluppare un polo turistico-ricettivo di alto livello. Il valore dell’operazione si aggira intorno ai 7 milioni di euro, con una quotazione di circa 50 euro al metro quadro: una cifra significativamente superiore rispetto ai valori agricoli medi della zona.

Il compendio interessato comprende terreni agricoli e manufatti rurali storici. L’idea progettuale prevede la riconversione dell’intera area in una struttura turistica completa, con servizi ricettivi e un percorso golfistico regolamentare.

La posizione strategica, a circa venti minuti dalla Masseria San Domenico – una delle poche strutture pugliesi già dotate di campo da golf – renderebbe il nuovo resort un punto di riferimento per il turismo internazionale di lusso.

Tuttavia, trattandosi di un’area protetta, ogni intervento sarà subordinato al via libera dell’ente gestore del parco, chiamato a valutare l’impatto su paesaggio, ecosistemi e destinazioni d’uso.

Nonostante l’intesa economica, l’operazione è tutt’altro che conclusa. Il contratto preliminare prevede infatti diverse condizioni sospensive: dalle verifiche urbanistiche e catastali all’eventuale esercizio del diritto di prelazione da parte dei proprietari confinanti, fino all’ottenimento delle autorizzazioni necessarie, tra cui il permesso a costruire e l’autorizzazione unica legata alla Zona Economica Speciale (ZES).

Proprio sul diritto di prelazione si concentra una delle principali criticità evidenziate dall’avvocato Alfieri Zullino, che assiste alcuni proprietari limitrofi. Secondo il legale, il prezzo stabilito nel preliminare rifletterebbe già una destinazione urbanistica futura, rendendo di fatto impraticabile l’esercizio della prelazione da parte di un coltivatore diretto.

In altre parole, chi avrebbe titolo a subentrare nell’acquisto si troverebbe di fronte a una scelta difficilmente sostenibile: accettare la trasformazione del territorio oppure pagare un valore ben oltre quello agricolo reale. Una situazione che, secondo Zullino, svuoterebbe il diritto stesso di efficacia.

Un ulteriore punto di discussione riguarda le procedure legate alle ZES e il ruolo del Comune di Ostuni. Il dibattito si è intensificato dopo che il Consiglio comunale ha respinto una proposta che avrebbe previsto un passaggio obbligato in aula per i progetti ricadenti nella Zona economica speciale.

Per il legale, questa scelta apre interrogativi sul piano democratico e istituzionale: fino a che punto le procedure semplificate possono incidere sulla pianificazione territoriale senza un coinvolgimento politico diretto? E soprattutto, è opportuno che eventuali varianti urbanistiche in aree protette vengano approvate senza un confronto consiliare approfondito?

La vicenda evidenzia un tema centrale nel dibattito urbanistico contemporaneo: il difficile equilibrio tra sviluppo economico e tutela del territorio. Da un lato, investimenti di questo tipo possono rappresentare un’opportunità per il turismo e l’occupazione; dall’altro, pongono questioni rilevanti in termini di sostenibilità ambientale, partecipazione pubblica e salvaguardia delle vocazioni agricole.

Il caso di Ostuni, in questo senso, diventa emblematico di una sfida più ampia che riguarda molte aree del Paese: coniugare crescita e identità territoriale senza sacrificare i principi di trasparenza e coinvolgimento delle comunità locali.

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