Altre due tartarguhe Caretta caretta in difficoltà sono state soccorse dai pescatori di Torre Guaceto

Due tartarughe marine in difficoltà sono state soccorse da alcuni pescatori della Riserva di Torre Guaceto e ricoverate presso il locale centro recupero “Luigi Cantoro”.

La prima tartaruga è stata scoperta in mare con un cappio stretto intorno al collo che, oltre ad averle lacerato parte dello stesso, rischiava di ucciderla. Dopo averla notata, i pescatori l’hanno subito caricata sulla loro piccola barca; per non perdere un minuto in più, si sono armati di un coltellino che tenevano con loro e hanno liberato il povero animale dalla stretta infernale, che è risultato essere una lenza con la bobina ancora attaccata. Tornati sulla costa, i pescatori hanno chiesto l’intervento del personale del Consorzio di Gestione di Torre Guaceto e la Caretta caretta è stata trasferita presso il centro recupero “Luigi Cantoro”. Fortunatamente, la piccola non corre pericolo di vita.

La seconda è stata recuperata solo un paio di giorni dopo. Anche in questo caso, l’animale ha rischiato di morire a causa della presenza in mare di attrezzi da pesca. Questa Caretta caretta aveva un amo che le fuoriusciva dalla bocca e da un occhio. L’attrezzo le impediva anche di mangiare. Arrivata al centro recupero di Torre Guaceto, il personale addetto ha deciso per l’immediato trasferimento presso la sede della Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università degli Studi di Bari, struttura con la quale il Consorzio ha sottoscritto un protocollo d’intesa per la cura degli animali che versano in condizioni di salute preoccupanti.

Nel 2017, gli esemplari accolti nel centro recupero di Torre Guaceto sono stati 27, di cui 26 della specie Caretta caretta e 1 Chelonia mydas. Di questi 1 è risultato pescato con tramaglio, 3 con palamito, 13 si sono spiaggiati, 9 sono stati raccolti in mare alla deriva, 1 è rimasto intrappolato nella griglia di protezione dei sistemi di aspirazione dell’acqua marina usata da un’industria. In totale sono stati riabilitati e reintrodotti in natura 23 esemplari, 4 di loro, purtroppo, non ce l’hanno fatta malgrado le cure dedicate.

Nel 2018, sono state 20 gli esemplari Caretta caretta recuperati. Di questi, 8 sono stati recuperate alla deriva dopo essersi impigliati in attrezzi a lenza utilizzate per la pesca, 6 si sono spiaggiati, 6 sono rimasti intrappolati in vasche di raffreddamento. Poi, 12 di loro hanno ripreso completamente la forma fisica presso il “Luigi Cantoro” e sono stati liberati, 3 sono ancora in degenza, 2 sono ancora ricoverati a Bari, 3 sono deceduti.

Ogni anno, gli operatori del Consorzio accolgono i visitatori della Riserva e cercano di trasmettere loro l’importanza del condurre una vita realmente sostenibile, cercando di fargli capire che,  poco cambierà fino a quando non si capirà che ogni piccola azione quotidiana può avere un impatto catastrofico sull’ambiente e gli animali.